Il dato italiano di dicembre (-34), in ulteriore aggravamento a gennaio (-36,3), è il più basso nel panorama europeo. A spingere verso il basso l’indicatore hanno contribuito il pessimismo circa l’andamento economico generale e le aspettative di crescita della disoccupazione
Il 2012 si chiude con il crollo della fiducia dei consumatori italiani. Il dato di dicembre (-34), al quale in gennaio è seguita una ulteriore diminuzione dell’indice (-36,3), risulta ben al di sotto del punto di minimo (-31,9) registrato nel marzo 2009, quando la crisi globale di quell’anno aveva raggiunto la massima intensità. Il dato di fine 2012 appare molto preoccupante proprio perché la crisi corrente è solo agli inizi. È molto probabile, dunque, che nel corso del 2012 saranno toccati altri record negativi. Se infatti, negli ultimi mesi, il miglioramento dello stato delle finanze pubbliche ha allontanato lo spettro del default dell’Italia (circostanza che si è riflessa prontamente nell’andamento dello spread tra i rendimenti dei titoli del debito italiano e i bund tedeschi), l’evoluzione dell’economia reale e quella del mercato del lavoro appaiono molto negativi. Non deve quindi sorprendere che il calo della fiducia dei consumatori sia soprattutto il portato della discesa dell’indice che misura le previsioni sull’andamento generale dell’economia e della crescita delle aspettative della disoccupazione.
L’andamento della fiducia dei consumatori italiani appare molto negativo anche in un’ottica comparata: a dicembre la fiducia italiana si collocava al di sotto di quella europea di ben 13 punti e risultava più bassa di quella delle principali economie europee. Inoltre dall’agosto 2009, quando la fiducia dei consumatori italiani raggiungeva il punto di massimo seguente alla recessione del biennio 2008-2009, l’indice riferito alla nostra economia ha perso ben 34 punti. Uno scarto poco superiore a quello registrato nello stesso lasso di tempo in Francia (-30,1 punti di differenza) ma molto più approfondito di quelli registrati in Spagna e soprattutto in Germania, Paesi nei quali la fiducia dei consumatori si è ridotta rispettivamente di 15,3 punti e di 2,2 punti.

