La ripresa giunge a una fase d'arresto. Fiducia in calo e crescenti squilibri sono i primari fattori di preoccupazione
L’indice UEAPME del clima d’affari delle PMI nell’Unione Europea è sceso per la prima volta dal 2009. Tuttavia, si è trattato di un calo esiguo di 1.3 punti percentuali (pp), raggiungendo quota 70.8. Nonostante questo ribasso, le PMI europee si collocano ancora al di sopra della soglia di 70 punti, la quale per noi rappresenta un clima d’affari neutro. Mediamente, la situazione economica del continente si presenta stabile.
Rimane tuttavia la preoccupazione legata a degli squilibri. I paesi maggiormente colpiti dalla crisi del debito sovrano registrano tassi di crescita inferiori rispetto ad altri paesi. La crescita insufficiente comporta, a sua volta, entrate erariali inferiori. Questo complica ulteriormente i bilanci dei budget nazionali e si riflette nelle risposte dei paesi europei alla crisi economica. Verso la fine del 2010, quando tutta l’Europa era in procinto di combattere la recessione, non si sono osservate differenze significative tra i risultati conseguiti da Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna e quelli registrati nel resto dell’Europa.
Il rischio di contagio incombe pesantemente sull’economia europea. Inoltre, la situazione attuale può rivelarsi peggiore del previsto, dal momento che la nostra analisi non prende in considerazione le fluttuazioni e le incertezze vissute dai protagonisti del mercato nel mese di agosto.
Le Istituzioni europee e i governi nazionali devono porsi in prima linea e fare tutto il possibile per stabilizzarei mercati finanziari e riconquistare la fiducia degli imprenditori.

