Aggiornato al 2.2.2012
Per il nostro Paese, che sta attraversando uno dei più gravi periodi di stasi economica, la riforma fiscale potrebbe essere l'occasione per ricostruire un patto di fiducia fra Stato e cittadini, basato su un più intenso utilizzo di strumenti di compliance per l'emersione progressiva della base imponibile e sulla riduzione sensibile della pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa.
Aggiornato al 10.11.2011
Il nuovo redditometro non può e non deve essere individuato come uno strumento di accertamento automatico. Può, invece, essere un valido strumento per selezionare per l’accertamento i contribuenti che evidenziano per l’anno delle spese e risparmi familiari di molto superiori ai redditi dichiarati dalla stessa famiglia. Nei criteri di scelta e selezione devono essere messi al primo posto gli evasori totali, cioè coloro che svolgono una o più attività senza essere conosciuti dal fisco, ovvero conosciuti solamente per altre tipologie di reddito.
Aggiornato al 10.11.2011
Il federalismo fiscale, se valutato in base ai principi guida descritti dalla legge delega n. 42/2009, può rappresentare un'occasione per raggiungere ambiziosi obiettivi di riduzione e riqualificazione della spesa pubblica delle Regioni e degli Enti locali e, nel contempo, di riorganizzazione e razionalizzazione delle funzioni e dei ruoli dei diversi livelli di governo locale. Tuttavia, si esprimono forti timori sul fatto che i decreti delegati finora emanati, se messi in relazione ai sacrifici economici richiesti alle Regioni e agli enti locali, rischiano di tradursi in un ulteriore appesantimento della già elevatissima pressione fiscale sulle imprese.
Nella giornata di ieri 11 luglio 2011 la CNA, quale portavoce di R.E TE. Imprese Italia, ha presentato, dinanzi alle Commissioni Finanze riunite di Camera e Senato, una valutazione sulla manovra economica approvata con il D.L. n. 98/2011. Relativamente alle questioni di politica fiscale sono stati molti i temi affrontati.
Aggiornamento al 14.07.2011
Aggiornato al 18.01.2012
Ogni Stato civile ha uno snodo fondamentale: i tributi. Da "come" vengono raccolti dipende la credibilità dell’Amministrazione finanziaria, dello Stato nella lotta all’evasione come anche la possibilità per le imprese di continuare a esercitare l’importante funzione sociale della produzione di ricchezza. Serve quindi un'immediata riforma che oltre a condurre all’eliminazione delle ganasce fiscali riduca il ritmo di crescita del debito, non chieda anticipi ai contribuenti che fanno ricorso e consenta di arrivare a determinare un piano di rateizzazione sostenibile.
I funzionari del fisco devono agire con correttezza ed efficienza e, soprattutto, con rispetto nei confronti dei contribuenti: ogni funzionario del fisco è invitato a comportarsi in sede di verifica cosi come egli stesso vorrebbe essere trattato come contribuente. Questa è la frase conclusiva di una lettera inviata lo scorso 5 maggio 2011 dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, a tutte le strutture territoriali della stessa Agenzia.
La nascita degli studi di settore, frutto di un progetto condiviso tra Governo e organizzazioni di rappresentanza, ha segnato l’avvio di un nuova fase nei rapporti tra l’amministrazione finanziaria e le imprese, basata su una più attenta selezione dei contribuenti da sottoporre ad accertamento sulla base di criteri di stima costruiti in modo condiviso.
Aggiornamento al 13.05.2011
Si terrà lunedì 28 febbraio alle ore 19 presso la sede regionale CNA Veneto un incontro su un tema particolarmente attuale e delicato per tutto il sistema delle imprese, in quanto l'attuazione del Federalismo, per come è al momento, comporterebbe un aumento della pressione fiscale.
Si terrà sabato 19 febbraio alle ore 15.00 presso la sede Provinciale CNA di Pisa ed il giorno successivo presso la sede Provinciale CNA di Firenze un importante Seminario sugli Studi di settore e Redditometro. Si tratta di un'iniziativa che si propone l'obiettivo di chiarire inizialmente i motivi che hanno portato alla costruzione degli Studi di settore, per poi passare in rassegna i principali meccanismi di costruzione ed applicazione degli stessi.
Il nuovo testo sul federalismo municipale rischia di innescare una impennata della pressione fiscale locale sulle imprese e sui cittadini. Si va verso una concessione immediata dell’autonomia impositiva ai Comuni, in assenza dei limiti al contenimento della spesa pubblica dati dai costi standard e, dunque, senza alcuna cautela. La sensazione che si ha è che i tagli lineari effettuati saranno coperti dai Comuni attraverso una maggiore imposizione locale, che verrà a pesare sui cittadini e sulle imprese.
Aggiornamento al 12.02.2011
Tra i nuovi adempimenti fiscali a carico degli operatori economici quelli che destano maggiori perplessità e per i quali R.ETE. Imprese Italia è intervenuta, con lettera ufficiale, per richiedere chiarimenti all'Agenzia delle Entrate sono, nell'ordine: iscrizione al VIES; trasmissione dei dati relativi alle operazioni Iva di importo non inferiore a 3.000 euro; divieto di compensazione in presenza di ruoli scaduti
Da quando l’attività di riscossione coattiva dei tributi è passata dalle Banche ad una società di riscossione pubblica, prima «Riscossione S.p.A.» adesso «Equitalia S.p.A.», la disciplina della riscossione ha trovato una sua evoluzione: far pagare l’attività di riscossione coattiva, comprese le inefficienze, ai contribuenti e, per giunta, in modo indistinto.
L'obbligo per le imprese di comunicare le operazioni di importo superiore a 3000 euro dovrebbe iniziare dal 1° gennaio 2011, ed ancora manca il previsto provvedimento dell'Agenzia delle Entrate (cfr art. 21 DL. n. 78/2010). Inoltre, lo strumento che consentirebbe di risalire al reddito della persona fisica sulla base delle spese sostenute ancora non esiste.
La crisi economico-finanziaria ha aperto ampi spazi di riflessione sulla ricerca di interventi tesi a favorire un maggiore equilibrio sul versante delle entrate. Tale ricerca non può non considerare l'elevato livello di deficit pubblico raggiunto in Italia con tante e troppe risorse sottratte allo sviluppo e che condiziona negativamente il futuro del nostro Paese.
La preclusione alla compensazione delle imposte erariali in presenza di debiti iscritti in ruoli definitivi di importo superiore a 1.500 euro, di cui all'articolo 31 del D.L. n. 78/2010 (cfr. Com. trib. 15.10.2010, n. 38 ), sta creando non pochi problemi ai contribuenti e, di conseguenza, agli operatori economici che prestano loro assistenza.

