L'obbligo per le imprese di comunicare le operazioni di importo superiore a 3000 euro dovrebbe iniziare dal 1° gennaio 2011, ed ancora manca il previsto provvedimento dell'Agenzia delle Entrate (cfr art. 21 DL. n. 78/2010). Inoltre, lo strumento che consentirebbe di risalire al reddito della persona fisica sulla base delle spese sostenute ancora non esiste.
L'obbligo per le imprese di comunicare le operazioni di importo superiore a 3000 euro dovrebbe iniziare dal 1° gennaio 2011, ed ancora manca il previsto provvedimento dell'Agenzia delle Entrate (cfr art. 21 DL. n. 78/2010). Inoltre, con riferimento al c.d. redditometro di seconda generazione, lo strumento che consentirebbe di risalire al reddito della persona fisica sulla base delle spese sostenute, con l'ausilio di un software, ancora non esiste (cfr art. 22 DL n. 78/2010).
Siamo giunti ormai alla fine del 2010 e, nonostante la più volte dichiarata volontà di incontrarci, l'Agenzia delle entrate non si è ancora fatta sentire su entrambe le questioni.
In mancanza di una interlocuzione diretta, ed in considerazione che il redditometro si rende applicabile già con riferimento ai redditi dichiarati nell'anno d'imposta 2009, si è deciso, quindi, di inviare una lettera al direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera. Nella lettera si esprimono i timori sui maggiori costi amministrativi che potrebbero emergere dal nuovo obbligo di comunicazione delle operazioni di importo superiore a 3000 euro, specialmente per le imprese che certificano i corrispettivi tramite ricevuta fiscale.
Con riferimento al redditometro, invece, si è voluto mettere in evidenza le future difficoltà che potrebbero incontrare le imprese individuali o i soci di società di persone, nel fornire prova contraria alle contestazioni del redditometro, considerato l'attuale assetto normativo. Occorre, infatti, consentire alle imprese di dimostrare la profonda distinzione che c'è tra reddito d'impresa dichiarato sulla base del principio della maturazione (c.d. competenza) ed il reddito stimato dal redditometro che, basandosi sulla spesa, segue inevitabilmente il principio di cassa. Stiamo provvedendo, anche grazie alla collaborazione di CNA-Interpreta, a rendere evidente il concetto espresso con degli esempi che rendano evidente l'ampiezza della forbice tra i due valori.

