I funzionari del fisco devono agire con correttezza ed efficienza e, soprattutto, con rispetto nei confronti dei contribuenti: ogni funzionario del fisco è invitato a comportarsi in sede di verifica cosi come egli stesso vorrebbe essere trattato come contribuente. Questa è la frase conclusiva di una lettera inviata lo scorso 5 maggio 2011 dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, a tutte le strutture territoriali della stessa Agenzia.
I funzionari del fisco devono agire con correttezza ed efficienza e, soprattutto, con rispetto nei confronti dei contribuenti: ogni funzionario del fisco è invitato a comportarsi in sede di verifica cosi come egli stesso vorrebbe essere trattato come contribuente. Questa è la frase conclusiva di una lettera inviata lo scorso 5 maggio 2011 dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, a tutte le strutture territoriali della stessa Agenzia.
Nonostante, infatti, lo scorso 29 ottobre 2010 lo stesso direttore dell'Agenzia delle Entrate era intervenuto rivolgendosi a tutti i direttori Centrali e Regionali (vedi
News 8 novembre 2010, n. 61
), in questi mesi sono state tante le segnalazioni di rapporti fisco-imprese sul territorio ancora segnati da forti pregiudizi.
Proprio partendo dalla presa d'atto di queste criticità riscontrate, anche grazie alle nostre segnalazioni, il Direttore è ritornato sull'argomento in modo ancora più diretto.
Il Direttore Generale dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, si è rivolto ai funzionari, di ogni ordine e grado, dell'Amministrazione finanziaria con una lettera (vedi allegato), per esortarli a svolgere le proprie funzioni di servizio, ed ancor di più quelle di controllo, nel rispetto dei cittadini.
L'invito è la risposta, dunque, dello Stato nell'esercizio di una delle sue funzioni più autoritative - il prelievo fiscale - alle denunce pervenute dai contribuenti circa i modi di agire dei funzionari dell'Agenzia delle Entrate troppo spesso arroganti o peggio ancora prepotenti per la necessità di raggiungere a tutti i costi l'obiettivo assegnato.
Ebbene tali comportamenti sono dallo stesso Direttore condannati, in ogni loro forma, non soltanto perché tradiscono la missione alla quale è chiamata l'Amministrazione finanziaria e cioè di accrescere il livello di adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, ma perché infrangono i rapporti di fiducia e di rispetto tra l'Agenzia e i cittadini.
Pertanto, continua il Direttore, non sono ammissibili accertamenti senza un solido fondamento ovvero verifiche che se pur non presentano fatti o elementi concreti da contestare debbano, comunque, prevedere "pseudoinfrazioni formali da sanzionare solo per evitare che la verifica stessa sembri essersi chiusa negativamente".
Alla stessa stregua non sono ammissibili pretese di adempimenti inutili, ripetitivi e defatiganti a carico del contribuente, come pure quella di ritardare l'esecuzione di sgravi o rimborsi sulla cui spettanza non vi sono dubbi.
E' chiaro, dunque, che tali comportamenti scorretti, ritenuti gravi dall'Amministrazione finanziaria per le ragioni sopra esposte, perché altrettanto gravi sono le conseguenze, saranno trattati "sotto il profilo disciplinare" con estrema severità senza alcuna esclusione, qualora necessaria.
L'invito del Direttore dell'Agenzia delle Entrate al rispetto delle basilari regole di etica nell'esercizio del proprio lavoro non può che trovarci favorevoli, in quanto tali soprusi generano non soltanto un clima di sfiducia verso le istituzioni, ma offendono l'onestà di quanti concorrono al pagamento delle imposte, anche in periodi di forti difficoltà economiche, per contribuire al benessere di tutti.
Speriamo tutti che le esortazioni del Direttore Befera si tramutino, nel più breve tempo possibile, in fatti concreti.

