La crisi economico-finanziaria ha aperto ampi spazi di riflessione sulla ricerca di interventi tesi a favorire un maggiore equilibrio sul versante delle entrate. Tale ricerca non può non considerare l'elevato livello di deficit pubblico raggiunto in Italia con tante e troppe risorse sottratte allo sviluppo e che condiziona negativamente il futuro del nostro Paese.
La crisi economico-finanziaria, abbattutasi sui Paesi industrializzati, ha aperto ampi spazi di riflessione sulla ricerca di interventi tesi a favorire un maggiore equilibrio sul versante delle entrate. Tale ricerca non può non considerare l'elevato livello di deficit pubblico raggiunto in Italia con tante e troppe risorse sottrae allo sviluppo e che condiziona negativamente il futuro del nostro Paese.
E' dunque giunto il momento di voltare pagina ed impegnarsi affinché la spesa pubblica, sia centrale che periferica, vada riqualificata e bonificata. Sono dunque maturi i tempi per un cambiamento radicale che cerchi, tanto per la politica quanto per l'economia, forme e sostanze nuove incentrate su un più articolato rapporto tra Stato e territorio. L'occasione per raggiungere questo obiettivo va ricercata in una efficiente attuazione del federalismo fiscale, inteso non solo come un sistema di finanza pubblica volto al risparmio e all'economia, ma piuttosto come una spinta al cambiamento dell'intero sistema fiscale. Nel nuovo sistema fiscale federale lo Stato e gli enti territoriali dovranno essere spinti all'efficienza nella gestione della cosa pubblica. Occorre liberare risorse per ridurre drasticamente la pressione fiscale su tutte le imprese. Una riduzione della pressione fiscale, capace di creare le condizioni per far ripartire l'economia del Paese. Sono queste le premesse su cui si incardinerà la discussione nell'ambito del Convegno Nazionale organizzato a Roma il 2 dicembre 2010 (vedi Save the Date, allegato alla presente).

