La nascita degli studi di settore, frutto di un progetto condiviso tra Governo e organizzazioni di rappresentanza, ha segnato l’avvio di un nuova fase nei rapporti tra l’amministrazione finanziaria e le imprese, basata su una più attenta selezione dei contribuenti da sottoporre ad accertamento sulla base di criteri di stima costruiti in modo condiviso.
Aggiornamento al 13.05.2011
La nascita degli studi di settore, frutto di un progetto condiviso tra Governo e organizzazioni di rappresentanza, ha segnato l’avvio di un nuova fase nei rapporti tra l’amministrazione finanziaria e le imprese, basata su una più attenta selezione dei contribuenti da sottoporre ad accertamento sulla base di criteri di stima costruiti in modo condiviso.
Questa nuova stagione ha consentito di mettere da parte tutti gli altri metodi di accertamento vessatori ovvero anche completamente illogici come la minimum-tax, i coefficienti presuntivi di reddito ovvero, da ultimo, i parametri, consentendo alle categorie di intervenire attivamente nella costruzione dello strumento di accertamento ed anche nella successiva fase di applicazione. Espressione massima di questa nuova fase di dialogo è stata l’approvazione dei correttivi congiunturali agli studi di settore, a posteriori rivelatisi efficaci (cfr
Com. Trib. 25 febbraio 2011, n. 7
).
Va evitato il rischio che i risultati positivi ottenuti attraverso gli studi di settore possano essere messi in discussione dal nuovo redditometro. A preoccupare non è l’adozione dello strumento in sé ma la volontà, già espressa, di usarlo come stimolo all’adempimento spontaneo. Tutto ciò in assenza delle solide basi di una costruzione condivisa presente, invece, negli studi di settore.
Su questi temi la CNA intende avviare un confronto interno ed esterno per costruire analisi, proposte e soluzioni. L’incontro, che si terrà il 12 aprile 2011, sarà finalizzato alla ricerca di elementi in grado di far coesistere i due strumenti di accertamento, nell’ottica di bilanciare le esigenze di fedeltà fiscale alla più ampia facoltà dei contribuenti fedeli al fisco di dimostrarlo.

