Il nuovo testo sul federalismo municipale rischia di innescare una impennata della pressione fiscale locale sulle imprese e sui cittadini. Si va verso una concessione immediata dell’autonomia impositiva ai Comuni, in assenza dei limiti al contenimento della spesa pubblica dati dai costi standard e, dunque, senza alcuna cautela. La sensazione che si ha è che i tagli lineari effettuati saranno coperti dai Comuni attraverso una maggiore imposizione locale, che verrà a pesare sui cittadini e sulle imprese.
Aggiornamento al 12.02.2011
Il nuovo testo sul federalismo municipale rischia di innescare una impennata della pressione fiscale locale sulle imprese e sui cittadini. Si va verso una concessione immediata dell’autonomia impositiva ai Comuni, in assenza dei limiti al contenimento della spesa pubblica dati dai costi standard e, dunque, senza alcuna cautela.
La sensazione che si ha è che i tagli lineari effettuati saranno coperti dai Comuni attraverso una maggiore imposizione locale, che verrà a pesare sui cittadini e sulle imprese.
La prima versione del decreto legislativo, nel periodo di prima applicazione, prevedeva quale unico elemento di novità l’istituzione della cedolare secca sugli affitti (cfr.
Com. trib. n. 41 del 1° dicembre 2010
); per il resto disponeva la sostituzione dei trasferimenti con l’attribuzione diretta di alcuni tributi e la compartecipazione di altri, fino a copertura dei trasferimenti eliminati.
L’attribuzione della maggiore capacità impositiva dei Comuni era demandata alla futura IMU, da applicarsi solamente a decorrere dal 2014; anno nel quale si pensa verranno approvati ed entreranno in vigore i costi standard.
La nuova versione è trasformata ed è tutta orientata all’estensione da subito della capacità impositiva dei Comuni, a cui è garantita, peraltro, sempre una quota di trasferimenti sottoforma di distribuzione del 30% del “Fondo sperimentale di riequilibrio”. E’ vero, infatti, che questa assegnazione avviene anche prima del 2013, a prescindere dall’attuazione dei costi standard, sulla base del solo numero dei residenti nel Comune. Come aumento immediato della pressione fiscale sui cittadini si conta:
- l’imposta di soggiorno (articolo 2-bis);
- la sospensione del potere dei Comuni di istituire o incrementare l’addizionale comunale
all’IRPEF (articolo 2-ter);
- l’imposta di scopo (articolo 2-quater).
Si tratta, infatti, di tributi che possono essere istituiti da subito.

