Lo scorso 31 gennaio 2012 (vedi la relazione allegata alla presente) si è tenuta presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati l'audizione del direttore dell'Agenzia delle Entrate dott. Attilio Befera, relativamente all'attività di assistenza ai contribuenti e all'andamento della lotta all'evasione fiscale.
Leggendo la relazione del direttore ci si rende conto degli importanti progressi sia sul versante dei servizi telematici e di assistenza telefonica ai contribuenti sia per quanto riguarda la velocizzazione dei rimborsi dei crediti fiscali. I risultati raggiunti sono importanti, tuttavia non sufficienti per ridurre drasticamente il costo degli adempimenti a carico delle imprese. Per raggiungere tale obiettivo occorre intervenire drasticamente sul sistema tributario, al fine di riequilibrare il rapporto tra semplicità del sistema ed equità dello stesso. E questo può essere fatto solamente nell'ambito della quanto mai auspicata riforma fiscale.
Il Direttore prosegue indicando che nel 2012 la strada sarà quella di rendere attuabile il c.d. scambio tra trasparenza e semplificazione previsto dalla manovra Monti chiamata "salvaitalia" (D.L. n. 201/2011). Lo scambio trasparenza semplificazioni non potrà produrre direttamente degli effettivi benefici sui costi sostenuti dalle imprese sulla tenuta della contabilità. Tuttavia potrebbe essere un ottimo strumento, qualora si affiancassero ad esso molti più esoneri dagli adempimenti e facilitazioni rispetto a quelli già previsti dal decreto Monti. Solo così ci potrebbe essere un effettivo beneficio in termini di riduzione degli oneri amministrativi.
Sul fronte della lotta all'evasione fiscale appare fondamentale la necessità di proseguire e sempre più affinare l'attività di selezione delle posizioni di rischio. In particolare è importante che il direttore Befera abbia ribadito che il nuovo redditometro, lo spesometro e le ulteriori informazioni che arriveranno dalle banche, abbiano l'esclusivo fine di selezionare le posizioni di rischio evasione. Posizioni che, evidentemente, avranno come platea potenziale tutte le 22 milioni di famiglie italiane, cioè senza alcuna distinzione rispetto alla tipologia di attività svolta dai componenti la famiglia: di lavoro dipendente, d'impresa o lavoro autonomo. Inoltre è importante intensificare ancora l'attività di tutoraggio (verifiche a tappeto ogni due anni) per le circa 3.100 imprese che dichiarano un volume d'affari sopra i 100 milioni di euro. Con queste azioni si prende finalmente atto che l'evasione non costituisce appannaggio di questa o quella categoria. L'evasione costituisce, infatti, un problema del Paese e come tale deve essere contrastata in modo efficace, prendendo tutte le precauzioni per evitare di effettuare delle contestazioni ai contribuenti che sono sostanzialmente in regola.
Dall'Agenzia delle Entrate ci aspettiamo, invece, maggiori sforzi sul fronte dei rapporti con i contribuenti in sede di verifica e controllo nell'ambito del contraddittorio. Il contraddittorio stenta a decollare o anche solo a crescere, anche nonostante le diverse lettere inviate dallo stesso direttore ai propri dipendenti sul territorio (vedi News 10 Maggio 2011, n. 44 ).
Infine, appare condivisibile quanto indicato dal direttore Befera in tema di riscossione coattiva delle imposte portata avanti da Equitalia. E' vero, infatti, che la società partecipata dall'Agenzia delle Entrate, una volta affidatole il compito di riscuotere i debiti dei contribuenti da parte dei diversi enti impositori, è costretta ad applicare tutte le prescrizioni che la legge le impone. In effetti, la responsabilità dei disagi sociali che sta provocando l'attività di riscossione risiede nel complesso delle norme sulla riscossione coattiva che Equitalia si trova ad applicare. Un sistema di norme che mette a disposizione degli agenti di riscossione (Equitalia s.p.a. e Serit-Sicilia s.p.a.) molti strumenti per aggredire i patrimoni visibili dei contribuenti, a fronte di poche o inesistenti cautele volte ad evitare la chiusura dell'impresa ovvero, nelle ipotesi di ricorso avverso la pretesa erariale, di dover anticipare somme che si scopriranno poi non dovute. In questi mesi sono stati fatti molti passi avanti, ma riteniamo che occorrerà fare molto altro.

