Il dibattito politico-istituzionale che ha caratterizzato l'iter parlamentare del disegno di legge C.1141-quater, cosiddetto collegato lavoro, rende opportuno sviluppare un'approfondita analisi sui principali istituiti oggetto di intervento.
E' evidente, infatti, che il potenziamento degli strumenti stragiudiziali, quali la conciliazione e l'arbitrato, accanto all'introduzione di previsioni più stringenti in relazione alla certificazione dei contratti di lavoro, introducono importanti elementi di riflessione in ordine agli indirizzi e alle prospettive concernenti la regolamentazione dei rapporti di lavoro.
Si profilano nuovi e significativi ambiti di intervento per le parti sociali chiamate a svolgere - come nel caso della recente sottoscrizione della Dichiarazione Comune in materia di arbitrato - un ruolo fondamentale nell'individuazione degli equilibri tra i diversi interessi coinvolti.
Con la medesima chiave di lettura occorre esaminare le novità previste in materia di attività ispetttiva, potere di diffida e verbalizzazione unica, sempre più orientate a sviluppare rapporti di tipo collaborativo con gli operatori economici, in virtù della loro capacità di raccordo tra le imprese e il territorio.
Impresa, rapporti di lavoro e territorio significano anche e soprattutto produttività produttività e redistribuzione della ricchezza prodotta, in primis attraverso la contrattazione di un secondo livello, territoriale e aziendale. In proposito, proprio in questi giorni, è in corso di definizione la normativa che consentirà di accedere agli sgravi contributivi previsti per l'anno 2009.
Considerata la complessità e l'importanza delle materie sopra richiamate, la giornata seminariale del 21 aprile rappresenta un rilevante momento di approfondimento e di analisi sulle principali novità che investono il mercato del lavoro e le relazioni sindacali, all'interno di una prospettiva di ammodernamento e di rilancio dei fattori di competitività del sistema paese.

