Le organizzazioni della piccola e media impresa, aderenti a Rete Imprese Italia, Confartigianato, Confesercenti, CNA, Confcommercio e Casartigiani esprimono un parere ampiamente favorevole all’approvazione degli schemi di regolamento attuativi di “impresainungiorno” che si trovano sottoposti alla valutazione delle competenti commissioni parlamentari.
La semplificazione è un tema molto sensibile per le imprese che attendono di vedere finalmente un cambio di paradigma nei loro rapporti con le PA.
Molto si sta facendo anche attraverso altri strumenti, dalla Comunicazione Unica per l’avvio dell’impresa alla riduzione degli oneri amministrativi, dal taglia – leggi ai disegni di legge di semplificazione in esame in Parlamento. Tuttavia l’attuazione della riforma dello Sportello Unico per le Attività produttive e l’istituzione delle Agenzie per le imprese rimangono il punto cruciale, la chiave di volta dell’intera politica di semplificazione.
È una riforma organica, attesa e sollecitata da moltissimo tempo e che appare necessaria e possibile.
Sono, infatti, venute a maturazione alcune condizioni di contesto che rendono finalmente possibile il passaggio “epocale” da una amministrazione legata alle procedure cartacee e ai controlli preventivi ad una amministrazione concentrata sui controlli sostanziali che possa anche delegare lo svolgimento delle pratiche ad Enti privati accreditati in grado di far dialogare le imprese con la PA in “tempo reale” ovvero attraverso le tecnologie informatiche.
In particolare il regolamento di riforma del Suap rappresenta il tentativo di dare finalmente attuazione ai “buoni propositi” che avevano mosso il legislatore ad individuare nello Sportello Unico per le Attività Produttive il soggetto in grado di svolgere la funzione di “punto unico di contatto” tra l’impresa e le Pubbliche Amministrazioni e di dare risposte uniche e tempestive.
Sappiamo che questo non è accaduto per molteplici motivi sui quali non ci soffermiamo perché sono stati lungamente discussi.
Il nuovo regolamento tenta ora di superare queste criticità compiendo scelte coraggiose, innovative e allo stesso tempo sostenibili come il passaggio completo alla telematica, l’individuazione di un procedimento “automatizzato” (ove non sussistano potestà amministrative discrezionali della PA) e la realizzazione di un unico ente destinatario di tutte le comunicazioni da parte delle imprese.
Si tratta di sfide importanti che per essere vinte necessitano dell’apporto di diversi soggetti che in un’ottica di sussidiarietà devono essere parte dello sforzo riformatore.
In particolare gli Enti che saranno maggiormente interessati nella fase di attuazione saranno:
- le Regioni da cui le imprese attendono un deciso sforzo di semplificazione delle procedure di propria competenza, garantendo la standardizzazione dei procedimenti quantomeno a livello regionale;
- i Comuni, chiamati a pubblicare sul portale “www.impresainungiorno.it” la modulistica in formato elettronico in modo da consentire la dematerializzazione delle pratiche;
- il Sistema camerale, a cui viene affidato il compito di completare il portale sopra citato e di assicurare il funzionamento telematico degli Sportelli Unici anche in quelle realtà comunali prive di SUAP efficienti.
Si ritiene peraltro utile avviare, anche al fine di affrontare le criticità che potranno insorgere nella fase di implementazione, un Tavolo di attuazione cui partecipino, oltre alle Amministrazioni coinvolte, anche le Associazioni di rappresentanza delle imprese, in considerazione del ruolo che hanno svolto e dell’esperienza maturata nella fase di sperimentazione della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa.
In definitiva riteniamo che il Regolamento di riforma del SUAP possa superare le criticità del passato, restituendo agli imprenditori, impegnati a fronteggiare l’attuale congiuntura economica, maggiore fiducia nelle possibilità di fare impresa, quantomeno assicurando la celerità, la trasparenza e la certezza dei procedimenti amministrativi.
Anche in merito al regolamento istitutivo delle Agenzie per le imprese il parere delle cinque Organizzazioni è largamente positivo.
Il riconoscimento che soggetti privati possano svolgere – previo accreditamento – una funzione di interesse pubblico nell’ambito dei procedimenti autorizzatori rappresenta una novità assoluta nel panorama delle riforme amministrative.
Rivolgendosi, infatti, all’Agenzia, una piccola impresa potrà contare sulla risposta tempestiva e professionale di un unico soggetto che si prenderà carico di tutte le esigenze dell’azienda. L’Agenzia infatti affiancherà l’imprenditore soprattutto nello svolgimento di quelle pratiche “autocertificabili” di fronte alle quali l’imprenditore è spesso in difficoltà in quanto non è in grado di valutare e conoscere tutti gli aspetti. L’Agenzia potrà quindi fornire all’impresa un grande contributo, non solo in termini di celerità del procedimento, ma anche di certezza della “regolarità” della posizione dell’impresa.
Si tratta dell’attuazione concreta del principio della sussidiarietà orizzontale, previsto dalla Costituzione.
Le Associazioni delle imprese, che potranno insieme agli altri soggetti indicati nel Regolamento organizzare le Agenzie, evidenziano come la disciplina relativa all’accreditamento individui correttamente requisiti di elevata professionalità ed esperienza, assicurando inoltre la terzietà e l’indipendenza dei soggetti deputati al rilascio delle dichiarazioni di conformità.
Esiste tuttavia una esigenza insopprimibile di cui deve essere tenuto conto per il buon esito della riforma.
Le Agenzie nascono per semplificare la vita delle imprese e ridurre i costi degli adempimenti e si basano sull’idea di qualificare le attività di servizio che oggi vengono svolte dalle Associazioni e dai professionisti.
È quindi necessario individuare modelli organizzativi che consentano agli intermediari di valorizzare l’esperienza e le strutture che quotidianamente si occupano di assistere le imprese nello svolgimento delle pratiche amministrative.
Per farlo si ritiene fondamentale consentire alle costituende Agenzie di avvalersi del patrimonio conoscitivo, informativo e di esperienza che risiede nelle migliaia di sportelli associativi che costituiscono la vera rete a supporto delle imprese.
È questa rete che consente alle Associazioni di raggiungere l’impresa nel punto più vicino e conosciuto dall’imprenditore ed è qui che l’impresa intende recarsi per avviare o modificare la propria attività. Ed è lì che deve trovare posto la funzione dell’Agenzia.
È questo il modello vincente e sostenibile che ha consentito ai C.A.T. ed ai CAAF di essere un vero semplificatore del rapporto tra l’utente e la PA.
Qualsiasi altra visione, staccata dall’attuale rete di servizi alle imprese, è impensabile in quanto genererebbe una confusione nell’impresa e una duplicazione di strutture e costi che nessun soggetto, compreso il sistema complessivo imprenditoriale e associativo sarebbe in grado di sostenere.
Per scongiurare tale eventualità le Agenzie costituite dalle Associazioni di categoria dovrebbero, pur nel rispetto di tutte le norme di qualità, terzietà e indipendenza previste dal regolamento, poter operare attraverso convenzioni con le strutture territoriali delle associazioni stesse o con i Centri di Assistenza tecnica o le società di servizi che a queste fanno riferimento, ovvero con professionisti.
In particolare, proprio l’esperienza dei CAAF prevede una strutturazione a rete con l’accreditamento di una società che assicuri i requisiti previsti dalla normativa e che possa convenzionarsi con altre strutture aderenti ai sistemi associativi, garantendo allo stesso tempo gli standard qualititavi e la flessibilità organizzativa.
Inoltre il modello di organizzazione interna dei Caaf stessi, consentito legislativamente dal Ministero in ordine alla composizione ed articolazione della compagine societaria del soggetto convenzionato, può essere preso a riferimento per una migliore e più efficace gestione del sistema di convenzionamento.
In conclusione si riafferma la necessità di dare piena attuazione alle disposizioni previste dal decreto 112 del 2008 evitando ulteriori ritardi.
Gli imprenditori italiani che devono affrontare l’attuale situazione di crisi economica attendono la semplificazione burocratica come un segnale per riacquisire nuova fiducia e nuovo slancio.
In quest’ottica le scriventi Organizzazioni offrono sin d’ora la propria disponibilità a partecipare al Tavolo di attuazione della riforma.

