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22 Giugno 2010
CRIMINALITA' - Artigiani e Pmi sempre più vittime di estorsioni e taglieggiamenti

Seminario del Cesa a Bruxelles. Dati allarmanti per il settore degli appalti pubblici, della contraffazione, dell’immigrazione clandestina, del traffico di rifiuti ed dei reati ambientali

Le piccole e medie imprese in Italia e in Europa, oltre che la crisi, devono fronteggiare una criminalità crescente, che spesso le vede vittime di estorsioni, rapine e taglieggiamenti. Per trovare una soluzione a questo fenomeno si è svolto, lunedì scorso,  a Bruxelles un seminario presso il Cese. All’incontro, presieduto dal Presidente del Comitato Mario Sepi, erano presenti Salvatore Iacolino, Vicepresidente del Parlamento Europeo, Laszlo Salgo,  Rappresentante dell’ Europol, il Vice Prefetto Bruno Frattasi, Direttore dell’Ufficio per il Coordinamento e la Pianificazione delle Forze di Polizia, Lino Busa, Presidente di Sos Impresa della Confesercenti, il Prof. Umberto Triulzi dell’Università La Sapienza di Roma, e Claudio Cappellini, Rappresentante per l’artigianato e le Pmi presso il Cese.

Sepi ha ricordato le sfide poste dalla crescita della criminalita economica organizzata a livello europeo, sottolineando il ruolo di contrasto all’estensione del fenomeno svolto dalla società civile organizzata, dall’associazionismo economico e dai partner sociali. Riprendendo le parole del Segretario Generale dell’Onu  Ban Ki-moon Sepi, Sepi ha precisato come l’impegno che tutti i paesi devono assumersi per combattere la criminalità economica è un atto dovuto verso “tutte le vittime e tutti coloro che rischiano la vita ogni giorno per proteggere la legalità”.

Gli ultimi dati sul fenomeno sono allarmanti. Ogni anno sono 140.000 le vittime della tratta di esseri umani a scopo sessuale, il volume d’affari del mercato dell'eroina si aggira sui 20 miliardi di dollari l'anno e la vendita di armi ha superato i 300 miliardi di dollari annui. Dati altrettanto impressionanti riguardano il settore degli appalti pubblici, della contraffazione, dell’immigrazione clandestina, dell’estorsione, del traffico di rifiuti ed dei reati ambientali. L’incontro è servito a stabilire alcune linee di indirizzo nella lotta a questi fenomeni che andranno approfondite dal Cese nella prossima Consigliatura e che riguardano tree aree specifiche di intervento:

1. maggiore conoscenza e scambio di informazioni sulle diverse tipologie di attivita criminali a carattere economico nell’Unione Europea e nelle principali aree limitrofe;

2. costituzione, con il supporto degli Stati membri interessati, delle istituzioni comunitarie e delle principali agenzie europee (Europol, Olaf, Eurojust), di gruppi di studio multidisciplinari e multitematici capaci di analizzare le singole attivita criminali, di individuarne caratteristiche e evoluzione per proporre misure di prevenzione e contrasto condivise e trasferibili;

3. con riferimento al punto precedente, viene auspicato un maggior coinvolgimento degli istituti di ricerca e di alta formazione per l’elaborazione di metodologie ed indicatori in grado di accrescere le competenze esistenti negli Stati membri e di individuare le politiche piu incisive per la lotta alla criminalità;

3. sensibilizzazione della società civile nel predisporre strumenti di informazione e partecipazione capaci di costruire una rete di raccolta delle esperienze di contrasto alla criminalita organizzata.

 
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