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19 Dicembre 2011
MARCHE - Artigianato e piccole imprese in stagnazione. In arrivo la recessione

Sono i dati che emergono da “Trend Marche”, l’Osservatorio regionale sull’artigianato e la piccola impresa, promosso da Cna Marche, Banca Popolare di Ancona, Confartigianato Marche, con la collaborazione dell’Istat. Nel 2012 previsto un calo del Pil regionale dello 0,6%, il doppio della media nazionale. 

L'artigianato e le piccole imprese delle Marche sono in recessione e le prospettive per il 2012 non sono affatto positive. Se il Pil delle Marche, nel 2011, è cresciuto appena dello 0,3% (la metà rispetto allo 0,6% dell’Italia), il prossimo anno è previsto un calo del Pil dello 0,6% (il doppio della media nazionale che si fermerà a –0,3 per cento). E' quanto emerge dai dati di Prometeia, elaborati per "Trend Marche", l’Osservatorio regionale sull’artigianato e la piccola impresa delle Marche, promosso da Cna Marche, Banca Popolare di Ancona, Confartigianato Marche, con la collaborazione dell’Istat.

Complessivamente le Marche contribuiscono alla formazione del Pil nazionale con 41,9 miliardi di euro, pari al 2,7%. Il Pil per abitante nel 2011 è stato di 26.510 euro, superiore dell’1,6% rispetto a quello nazionale, mentre il Pil per unità di lavoro si è attestato su 58.915 euro, il 9,3% più basso rispetto alla media nazionale. Negativo anche l’andamento di consumi e investimenti che diminuiranno dello 0,4% . Cattive notizie anche dal mercato del lavoro, dove il tasso di disoccupazione nel 2012, secondo l’elaborazione di Trend su dati Prometeia, dovrebbe salire dal 6,6 al 7%. 

“La Regione continuerà a sostenere, come ha sempre fatto, l’artigianato marchigiano, spina dorsale dell’economia del nostro territorio e fonte di lavoro per migliaia di famiglie - ha dichiarato l’Assessore regionale all’Industria e Artigianato, Sara Giannini, commentando i dati -. Come in passato è già accaduto, sapremo superare le difficoltà se riusciremo a lavorare insieme, concentrando forze, idee e risorse su progetti e obiettivi condivisi. Il contributo che le associazioni di categoria danno da questo punto di vista è rilevante, così come è fondamentale disporre di dati e informazioni dettagliati, che possano guidare le decisioni politiche, affinché queste siano efficaci nel superamento dei problemi che abbiamo di fronte”.

Alla conferenza stampa di presentazione di “Trend Marche” sono intervenuti Luciano Goffi, direttore generale della Banca popolare di Ancona, Ilario Favaretto dell’università degli studi di Urbino, Gian Luca Gregori dell’Università politecnica delle Marche, Michele Bacco del Centro Studi Sintesi di Mestre, l’Assessore regionale all’Industria e Artigianato, Sara Giannini, il presidente Cna Marche, Renato Picciaiola e il segretario Confartigianato Marche, Giorgio Cippitelli.

 

ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA, STOP ALLA RIPRESA, E’ ARRIVATA LA STAGNAZIONE

Di fronte alla recessione generale dell’economia marchigiana, l’artigianato e la piccola impresa non potevano fare eccezione. Secondo "Trend Marche" dal primo semestre 2011, sul settore è arrivata la stagnazione e si è interrotta la timida fase di ripresa affacciatasi nel corso del 2010. Difatti, dopo essere cresciuto dapprima del 3,1 e poi del 7,4% nel primo e secondo semestre 2010, nel primo semestre 2011 il fatturato cresce solo dell’1,1% rispetto allo stesso semestre dell’anno prima.

A conferma della nuova caduta di tono della congiuntura della micro e della piccola impresa delle Marche (ricordiamo che "TrendMarche" rileva le dinamiche congiunturali sulla base delle contabilità di un campione di 3 mila imprese con meno di 20 addetti asseverato dall’Istat regionale) si osserva che anche gli investimenti registrano una diminuzione dopo essere cresciuti per tutto il 2010

A fronte della stagnazione del fatturato e della diminuzione degli investimenti, si registra, da un lato una stabilità delle spese per retribuzioni, dall’altro, il proseguire della crescita delle spese per consumi: il primo indicatore suggerisce che l’occupazione nelle micro e piccole imprese continua ancora a tenere, il secondo che i livelli della produzione continuano a riprendersi senza però che ad essi corrisponda un crescita del fatturato. Se ne deduce che i margini di reddività sono in decisa ulteriore diminuzione e che le imprese cercano di mantenere o riguadagnare quote di mercato sacrificando i guadagni e continuando a sopportare costi sempre più elevati.

Per le costruzioni e le manifatture i livelli di fatturato registrati nella prima metà del 2011 restano molto al di sotto di quelli registrati prima della crisi: per le manifatture il fatturato è calato tra il primo semestre del 2008 e il primo del 2011 di oltre il 20%, per le costruzioni del 17% e per il terziario solo dello 0,3%. 

 

IL PESO DELLA MANOVRA MONTI SULLE FAMIGLIE MARCHIGIANE

In questo scenario arriva sulle famiglie marchigiane anche il peso della manovra Monti. Secondo le elaborazioni presentate da "Trend Marche", una famiglia con un redito di 30 mila euro nel 2012 avrà una maggior tassazione di 326 euro che diventano 505 se il reddito sale a 40 mila euro e 852 per un reddito di 75 mila euro. Per quanto riguarda le accise sui carburanti, una vettura a gasolio circolante nelle Marche (consumo medio 1.480 litri) avrà una maggiore spesa di 321 euro mentre un’autovettura a benzina (consumo medio 750 litri) costerà 135 euro in più. Infine, su un reddito disponibile medio di una famiglia marchigiana di 46.485 euro, l’aumento delle aliquote Iva, inciderà per 138 euro.

 
Ivan Malavasi a Tv7 (Rai Uno)
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Ivan Malavasi a Tv7 (Rai Uno) (01:27)
18 Maggio 2012
 
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