Continuano i disagi per il maltempo e gli artigiani sono sempre più in difficoltà. Paralizzata la circolazione dei Tir nell'entroterra, bloccate molte imprese di autotrasporto. Ma il pericolo è anche per i capannoni a rischio crollo. "A fronte di un'emergenza, che ha messo ulteriormente in ginocchio tante imprese della provincia già provate dalla crisi, ci sono istituzioni che sono restie a chiedere lo stato di calamità".
L’emergenza gelo sta mettendo in seria difficoltà in queste ore le imprese della provincia di Pesaro e Urbino: dalla mobilità ai trasporti alla sicurezza delle strutture, letteralmente sommerse dalla neve.
Quasi paralizzata la circolazione dei Tir, soprattutto nell’entroterra, ridotta invece nelle zone artigianali. “Molte imprese di autotrasporto - dice il responsabile di Cna Fita, Riccardo Battisti - non riescono neanche a mettersi in viaggio a causa delle abbondanti nevicate e del ghiaccio formatosi sulle strade. Piandimeleto, Urbania, Fermignano, Urbino, sono molte le ditte di autotrasporto completamente bloccate a causa delle proibitive condizioni delle strade. Mentre sulla costa la circolazione nelle ultime ore è pressoché tornata alla normalità, permangono situazioni di disagio nell’immediato entroterra e nelle zone artigianali: Montecchio, Montelabbate, Talacchio di Colbordolo, Tavullia, Rio Salso, dove i mezzi non sono intervenuti privilegiando le principali arterie di comunicazione e dove è impossibile il carico e lo scarico delle merci per la neve ed il ghiaccio presente di fronte ai capannoni. Più pesante la situazione man mano che ci si sposta verso le località interne ed in particolare verso il Montefeltro e l’Alta Val del Foglia.
“Abbiamo segnalazioni di Tir che non riescono nemmeno a uscire dalle aree di sosta e che non riescono dunque ad effettuare carichi e/consegne”. Una situazione che sta mettendo in difficoltà non solo le attività commerciali ed i supermercati, ma anche molte attività industriali e artigianali manifatturiere della provincia che non riescono ad approvvigionarsi di materie prime e ad effettuare consegne”. E con le previsioni che non promettono niente di buono, sono in difficoltà anche i rifornimenti di carburante.
A causa delle indicazione meteo per le prossime ore, “invitiamo gli autotrasportatori e non mettersi in viaggio se non in caso di effettiva necessità e comunque con tutte le dotazioni necessarie”. Invitiamo altresì gli organi di Polizia a vigilare sui vettori stranieri che spesso circolano senza rispettare i tempi di sosta e senza gomme termiche e catene”.
Ma il pericolo sono anche i tetti dei capannoni. Il peso della neve ha infatti provocato un crollo anche questa mattina in un laboratorio industriale a Fossombrone. Ma in queste ore sono a rischio moltissime altre strutture artigianali della provincia che, non solo devono fare i conti con le abbondanti precipitazioni dei giorni scorsi, ma che dovranno sopportare il peso di altre copiose nevicate previste nelle prossime ore.
A lanciare l’allarme è il presidente provinciale e vicepresidente nazionale della Cna, Giorgio Aguzzi. “Siamo in piena emergenza e molti imprenditori - dice Aguzzi - non sanno che fare. Giusto l’appello del presidente della Provincia a verificare lo stato delle coperture dei capannoni, ma poi chi ci va sui tetti, gli imprenditori o qualche loro dipendente magari rischiando di precipitare e mettendo a rischio la propria vita? Lanciare appelli per evitare crolli è giusto (e chi più di un imprenditore è interessato a farlo), ma poi bisogna indicare anche chi questi controlli è deputato a farli e chi, eventualmente, deve intervenire per sgomberare la neve”. “La sicurezza e l’incolumità delle persone non deve mai essere persa di vista - aggiunge il presidente della Cna - ed anche in situazioni di emergenza come questa occorre essere attenti prima di lanciare appelli generici. Insomma prevalga il buon senso".
Ma oltre alla neve e al gelo ed ai mancati rifornimenti e consegne di queste ore, c’è un’altra cosa che preoccupa e inquieta non poco gli imprenditori. “Chi pagherà i danni di questi giorni causati dal maltempo? Gli imprenditori sono sgomenti - dice ancora Aguzzi - rispetto ad alcune dichiarazioni. A fronte di un'emergenza di questo tipo, che ha messo ulteriormente in ginocchio tante imprese della provincia già duramente provate dalla crisi, ci sono istituzioni che sono restie a chiedere lo stato di calamità. Chi pagherà dunque per tutti questi danni? Ancora una volta gli imprenditori?”.
“In queste ore - conclude il presidente della Cna - abbiamo dimostrato grande senso di responsabilità e di collaborazione con Comuni, istituzioni, Protezione civile, mettendo a disposizione spontaneamente mezzi (ruspe, escavatori, bobcat, mezzi do’opera), per aiutare tutti in questa emergenza. Gradiremmo che ognuno, istituzioni in primis, faccia la sua parte e adotti i necessari provvedimenti per aiutare le imprese in questo momento di crisi, compiendo i passi necessari per chiedere lo stato di calamità, come hanno già fatto altre regioni che hanno subìto meno danni della nostra”.


