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7 Dicembre 2011
PISA - La crisi continua a colpire l'artigianato. Diminuiscono fatturato e retribuzioni

Diffusi i dati del rapporto "Trend. Le tendenze dell'economia artigiana in Toscana", in occasione dell'assemblea di metà mandato della Cna provinciale, alla presenza del Presidente nazionale dell'Associazione e Presidente di Rete Imprese Italia, Ivan Malavasi.

Fotografia dell'artigianato pisano in tempi di crisi: nel primo semestre del 2011, rispetto alla seconda metà del 2010, il fatturato ha subito una diminuzione di circa 35 milioni di euro e andamenti negativi si sono registrati anche in tema di retribuzioni e investimenti.

Sono solo alcuni degli aspetti emersi dal rapporto "Trend. Le tendenze dell'economia artigiana in Toscana", presentato in occasione dell’assemblea della Cna di Pisa di metà mandato, alla presenza del presidente nazionale dell'Associazione e Presidente di Rete Imprese Italia, Ivan Malavasi

Andrea Zavanella, il presidente provinciale della Cna, ha fatto il punto su “le cose fatte, le cose da fare”, all’insegna del motto “dalla parte delle imprese”. “Il momento è difficile ma sappiamo come reagire - ha detto Zavanella  - i dati dell’economia, anche quelli del nostro territorio, continuano a peggiorare, come emerge anche dal rapporto Trend. Rispetto al non certo entusiasmante secondo semestre 2010, l’artigianato della Provincia di Pisa fa infatti registrare una ulteriore diminuzione del fatturato pari a circa 35 milioni di euro ed è poco consolante l’aumento del 16% rispetto al primo semestre 2010 che era stato particolarmente tragico. Il dato del fatturato va associato anche ad una diminuzione delle retribuzioni (e quindi dell’occupazione) che rispetto al primo semestre 2010 è ben del 23,9%. E in modo ancora più significativo crollano gli investimenti segno di una perdita di fiducia da parte degli imprenditori nella possibilità di una ripartenza. Insomma – commenta Zavanella - l’economia non va male, va malissimo e in molti ancora stentano a capirlo o a rendersi conto della gravità dei numeri e delle conseguenze. La crisi non risparmia neppure il sistema bancario alle prese con una drammatica mancanza di liquidità che va ad ulteriore discapito del sistema economico. Ma occorre reagire, per salvare il paese oltre che le nostre imprese".

"'Dalla parte delle imprese' - ha proseguito Zavanella - è l’unico ruolo possibile per la nostra associazione. L'obiettivo è quello di una organizzazione forte ed efficiente, come strumento per l’affiancamento delle aziende. La necessità è quindi quella di un rafforzamento e di una ulteriore qualificazione dei nostri servizi con una conoscenza sempre più precisa delle problematiche aziendali, tale da consentirci di esercitare una pressione positiva e trasparente sulle istituzioni”.

 

"Trend. Le tendenze dell’economia artigiana in Toscana". Rapporto congiunturale primo semestre 2011, nella provincia di Pisa. Sintesi

Nonostante il persistere della crisi economica internazionale, l’artigianato della provincia di Pisa ha visto, nel primo semestre nel 2011, un fatturato che si è incrementato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 16,6%. E’ un aumento causato soprattutto da motivi tecnici (il I semestre 2010 presentava un fatturato particolarmente basso) e non si può quindi parlare di ripresa ma solo di un rimbalzo tecnico. In termini di fatturato, il primo semestre 2011 è stato inferiore rispetto agli ultimi sei mesi del 2010, con una contrazione di circa 34 milioni di Euro. Certamente, la dinamica positiva registrata dall’artigianato pisano ne evidenzia, nel lasso di tempo analizzato, una miglior tenuta rispetto ad altri territori della nostra regione (a livello regionale, tra il 1° semestre del 2010 ed il 1° semestre del 2011, si registra una diminuzione del 7,6%), ma questo deriva principalmente da una diversa tempistica nella metabolizzazione della crisi da parte del tessuto produttivo provinciale che aveva subito pesanti decurtazioni di fatturato nel 2009 e nella prima parte del 2010.

Malgrado la buona performance nei fatturati, nel quadro di medio periodo permangono forti elementi di criticità che probabilmente spiegano gli andamenti negativi di retribuzioni ed investimenti nella prima parte di questo anno. Le retribuzioni si contraggono, rispetto al 1° semestre del 2010, del 23,9% e quasi si dimezzano rispetto al 2° semestre del 2010, quando si era registrato un marcato incremento di tale voce. Anche a livello regionale si registra una perdita (-5,9%), tuttavia meno marcata di quella pisana, dove i livelli occupazionali paiono accusare molto gli effetti della crisi economica.

Inoltre gli investimenti, componente economica per sua natura fortemente instabile ed oscillante, subiscono un vero e proprio crollo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-97,7%), sulla scia della situazione regionale (-60,3%), a testimonianza di una scarsa fiducia della classe imprenditoriale artigiana pisana sulla ripresa della domanda e delle produzioni.

Crescono invece, rispetto al 1° semestre del 2010, del 6,9% i consumi, ma questo anche a causa dell’aumento del prezzo delle materie prime. Sia pure in controtendenza rispetto alla analoga dinamica regionale, dove si registra una contrazione del 4,4%, l’incremento dei consumi rappresenta un segnale troppo debole e isolato per suggerire una ripresa dell’attività produttiva.

Osservando nel dettaglio i macro-settori artigiani, notiamo delle differenze. Le costruzioni, dopo mesi difficili, si accrescono, rispetto al 1° semestre del 2010, del 39,7%. Il settore manifatturiero, invece, si contrae del 14,5%, mentre i servizi si mantengono sostanzialmente stabili e perdono solamente lo 0,1%.

Analizzando nel dettaglio i diversi settori artigiani:

- Le costruzioni: il settore registra, nel 1° semestre del 2011, un fatturato di 244,2 milioni di euro: rispetto al 1° semestre del 2010 l’incremento è del 39,7% che, in valore assoluto, corrisponde a circa 70 milioni di euro. Anche rispetto al 2° semestre del 2010, il comparto incrementa i propri ricavi di circa 10 milioni di euro. Il dato spicca in quanto a livello regionale il settore accusa una flessione dell’11,1%. Le costruzioni sono il settore principale dell’economia artigiana pisana, e rappresentano il 63,1% dell’intero fatturato provinciale: un dato in continua ascesa, sia per l’incremento del settore degli ultimi mesi, sia per le performance tutt’altro che buone degli altri due macro-settori artigiani. Tuttavia, all’interno del comparto, notizie meno rassicuranti provengono dall’andamento dei fattori di costo, in particolar modo delle retribuzioni che, in linea con quanto accade negli altri settori, si contraggono marcatamente, segnalando una probabile contrazione dell’attività corrente che in futuro si rifletterà negativamente sui fatturati.

- Il manifatturiero: il comparto fa registrare un fatturato di circa 84 milioni di euro e rappresenta, nel 1° semestre del 2011, il 21,7% del totale dei ricavi artigiani della provincia di Pisa. La contrazione, rispetto allo stesso periodo del 2010, è del 14,5%: i milioni di euro persi sono circa 14, ma la flessione è evidente soprattutto rispetto al 2° semestre del 2010, in confronto al quale vengono lasciati per strada circa 40 milioni di euro. All’interno del macro-settore, solo la pelle registra, nel primo semestre 2011, un aumento di fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+4,8%), mentre gli altri settori manifatturieri accusano delle perdite più o meno accentuate: gli alimentari perdono il 25,6%, il legno il 16,4%, la metalmeccanica il 18,2%, l’oreficeria il 20,7% ed il tessile il 22,8%. Le difficoltà della manifattura sono confermate anche dal dato regionale che vede una flessione del comparto del 5,5%, anche se nella provincia pisana tali criticità sembrano essere più marcate.

- I servizi: il settore dei servizi, con un fatturato di 58,5 milioni di euro, rappresenta il 15,1% dell’intero fatturato provinciale. Esso si mantiene sostanzialmente stabile rispetto al 1° semestre del 2010 (-0,1%) anche se rispetto agli ultimi sei mesi del 2010 si contrae di circa 3,5 milioni di euro. Al proprio interno sono positive le performance dei trasporti (+3,4%) e dei servizi alle famiglie (+1,2%), mentre si registrano delle flessioni per quanto riguarda le riparazioni (-4,5%) ed i servizi alle imprese (-4,3%).

Il quadro complessivo che emerge non può essere considerato molto positivo per l’economia artigiana della provincia di Pisa. Va infatti considerato che l’artigianato, ivi comprese le costruzioni, aveva perso molto nel corso del 2009 e nella prima parte del 2010. Inoltre, in termini di prospettive, sono la spesa destinata agli investimenti ed il livello delle retribuzioni a preoccupare maggiormente. Per tale motivo, è evidente come la crisi economica faccia ancora sentire in maniera marcata i propri effetti negativi, andando soprattutto ad incidere sui livelli occupazionali e sulle aspettative degli imprenditori artigiani pisani che risultano essere restii ad intraprendere progetti di investimento. Malgrado la boccata di ossigeno di cui hanno beneficiato le costruzioni, gli altri settori trainanti dell’artigianato pisano accusano delle flessioni: la metalmeccanica continua il proprio processo di ridimensionamento, mentre la pelle ed il legno, settori legati ad un’organizzazione di tipo distrettuale, dopo un buon incremento nella seconda parte del 2010, accusano di nuovo delle flessioni del proprio fatturato, che mettono in forse la loro ripresa. Con questo la pelle segna comunque una dinamica positiva sul ‘tendenziale’ (+4,8%), ma inferiore al dato medio regionale ed in significativa e brusca contrazione rispetto agli ultimi mesi del 2010.

Per una valutazione più completa, sarà decisivo osservare i dati riguardanti il 2° semestre del 2011 e capire con quale intensità il generale clima di crisi e di incertezza avrà influenzato il tessuto artigiano di questa provincia e, nello specifico, il settore delle costruzioni che, grazie al proprio peso, viene ad orientare la performance dell’intera economia artigiana a Pisa.

 
Ivan Malavasi a Tv7 (Rai Uno)
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Ivan Malavasi a Tv7 (Rai Uno) (01:27)
18 Maggio 2012
 
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