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29 Gennaio 2014
ROMA - La Cna presenta “Impresa Facile”: fino a 4.500 euro per l’avvio e la creazione di impresa

Trasferire un’idea dalla testa alle mani può essere una risposta, in un momento di contrazione del mercato del lavoro. Molti ci hanno creduto: di certo gli oltre 14mila nuovi imprenditori che, solo l’anno scorso, hanno aperto un’impresa a Roma e provincia. A disegnare l’identikit degli “startupper” che scelgono la Capitale per fare impresa è stata la Cna di Roma, che ha presentato oggi “Impresa Facile”, lo sportello dedicato a chi vuol fare il grande passo di mettersi in proprio ....

Trasferire un’idea dalla testa alle mani può essere una risposta, in un momento di contrazione del mercato del lavoro. Molti ci hanno creduto: di certo gli oltre 14mila nuovi imprenditori che, solo l’anno scorso, hanno aperto un’impresa a Roma e provincia. A disegnare l’identikit degli “startupper” che scelgono la Capitale per fare impresa è stata la Cna di Roma, che ha presentato oggi “Impresa Facile”, lo sportello dedicato (06570151 o  www.cnapmi.org ) a chi vuol fare il grande passo di mettersi in proprio. Partendo col piede giusto e con un contributo economico importante: 4.500 euro per l’avvio e la creazione di impresa, grazie al bando della Camera di Commercio di Roma (2.500 euro) che permette di abbattere le spese una tantum di apertura attività, e a un bonus (2mila euro) offerto da Cna da spendere in servizi nei primi 6 mesi di attività. Un supporto importante, considerando che l’investimento medio iniziale si aggira sui 25mila euro.

Nell’esercito dei 14mila capitani coraggiosi, il 14% ha scelto il settore alimentare, seguono le costruzioni (9,7%) e la comunicazione (7%). Molti sono disoccupati che scelgono autoimprenditorialità per rientrare nel mercato, come dimostra l’alta percentuale di presenze nell’edilizia, uno dei settori che continua a risentire di più della crisi. Più di un terzo sono 35enni. In prevalenza uomini (sette su dieci). Oltre 4mila stranieri e tanti romani (circa 8mila). Le aree più vitali sono Roma Nord (3.300 neoimprese) e Cinecittà (2.700). Tra quelle meno vivaci, l’area Est, come Tiburtina e Casilina (821) e della provincia a nord della Capitale (357). Una vivacità che va dunque assecondata, prima di tutto accompagnando gli aspiranti neoimprenditori nella prima fase di attività: quella in cui, soprattutto le micro e piccole realtà, sono più fragili. E da sole rischiano di non andare lontano.

 

“Con il servizio Impresa Facile vogliamo intercettare la voglia di impresa della città – ha spiegato Riccardo Pioli, responsabile servizi Cna di Roma-. Innanzitutto individuando le criticità che non sono solo la burocrazia e il credito, ma la difficoltà di avere un unico punto di riferimento. Chi ha un’idea non ben definita oggi si trova spaesato. Noi vogliamo orientarlo tra tutte le opportunità in essere. Incoraggiandolo se ha una buona idea, indirizzandolo verso una strada diversa se quel progetto non funziona. Con il nostro servizio, che prevede un contributo sostanzioso di 4.500 euro, vogliamo evitare che nascano imprese deboli, fragili, destinate a durare pochi mesi e far sì che nascano imprese strutturate. Destinate a durare tanti anni. Per questo diamo assistenza sul percorso, in tutte le nostre sedi del territorio di Roma e provincia. Il bando camerale, di 2.500 euro, è uno strumento in più. E visto che il periodo più critico sono i primi sei mesi, abbiamo aggiunto un voucher di 2mila euro su tutti i servizi: tra gli altri, predisposizione del business plan, contabilità, sicurezza e medicina del lavoro e così via.

“La forza della Cna è il suo radicamento sul territorio – ha detto Erino Colombi, presidente Cna di Roma-. Su questa conoscenza parte l’analisi dei casi singoli per capire cosa possiamo mettere a disposizione per chi parte da zero e deve reinventarsi la sua vita. Stimolando la voglia di mettersi in gioco. Vedo tanti ragazzi che vanno all’estero a vivere e lavorare. Facciamo in modo di farli restare qui, rendendo più favorevole il territorio e stimolando la voglia di fare imprese. Abbiamo tanti strumenti, come quelli presentati oggi, tante opportunità, come bandi pubblici e finanziamenti. Stiamo attraversando un passaggio difficile, le regole cambiano. Il compito dell’associazione è accompagnare le imprese già esistenti, ma anche gli aspiranti capitali d’azienda, a superare questa fase”.

“Ogni anno aumenta il numero di iscrizioni al registro della Camera di Commercio di Roma: in parte imprese, ma anche tante partite Iva, iniziative individuali che vanno accompagnate sin dalla loro nascita – così Lorenzo Tagliavanti, direttore della Cna di Roma-. L’aumento della propensione all’attività autonoma è il riflesso della crisi. Quanto un’impresa con 15 dipendenti chiude, tanti dirigenti perdono il posto. Cercheranno un’occupazione dipendente, ma constatato che il lavoro non c’è, punteranno su una propria attività. Lo stesso accade tra i giovani: senza bandi di concorso e aziende che assumono, l’unica strada è quella di mettersi in proprio. Puntando soprattutto sul web, che ha trasformato le nostre vite e l’economia. Da guardare con attenzione la voglia di intraprendenza delle donne e il fenomeno degli immigrati: molti di loro sono venuti a fare gli operai. Perso il lavoro, tanti puntano sull’edilizia. Negli ultimi anni, in Italia, si sono distrutti 3 milioni di posti di lavoro, ma se ne sono creati 700mila: tanti sono neoimprese nate tra 5 e due anni fa, in piena crisi. Una nascente new economy, fenomeno prevalentemente metropolitano. A parte Isernia, eccezione che conferma la regola, in cima alle classifiche delle start up ci sono Milano, Roma e Napoli: nella dimensione metropolitana le occasioni sono superiori rispetto alla provincia. Si concentrano nel terziario avanzato, nelle telecomunicazioni, nei servizi alla famiglia e alle imprese. Senza contare il peso che hanno i grandi committenti, che stanno esternalizzando molte delle funzioni. Iniziamo il 2013 con ottimismo, guardando con fiducia a chi sta scegliendo di aprire una nuova attività e cogliendo questa trasformazione di Roma, città non tradizionalmente a vocazione neoimprenditoriale, come è invece il nord est”.

 
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