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24 Novembre 2011
Assemblea Nazionale CNA. Malavasi. "Un nuovo patto sociale per uscire dalla crisi"

"L'Italia ha necessità di cambiare i paradigmi di riferimento, senza esitazione e senza incertezza. Ha necessità di un nuovo patto sociale e intergenerazionale che dia contenuti e sostenga la fiducia di futuro di tutti, giovani, donne, famiglie e imprese". A chiederlo è il presidente della Cna, Ivan Malavasi, parlando all'assemblea nazionale dell'associazione. Malavasi cita Roosevelt: "un Paese - dice - è pronto al 'New deal' solo quando è consapevole che il benessere si raggiunge anche grazie al senso di responsabilità e giustizia". Ai lavori sono intervenuti: il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, la presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia. Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, hanno inviato i loro messaggi. Alla tavola rotonda "Le proposte delle imprese per l’Italia", moderata dal giornalista del Corriere della Sera Dario Di Vico, sono intervenuti: il presidente Ania, Fabio Cerchiai, il vice-presidente Alleanza delle Cooperative Italiane, Carlo Mitra, il direttore generale Abi, Giovanni Sabatini e il vice-presidente Confindustria, Edoardo Garrone e il presidente nazionale Cna, Ivan Malavasi.

Il telegramma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
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Il messaggio del presidente del Senato Renato Schifani
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L'intervento del presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini
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La relazione del presidente della CNA Ivan Malavasi
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Il messaggio del ministro dello Svilippo Economico Corrado Passera
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Rapporto "Le imprese nonostante tutto", a cura del Centro Studi CNA
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Il messaggio del Capo dello Stato

I lavori si sono aperti con la lettura del messaggio del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. "Per il contesto imprenditoriale italiano formato in gran parte di imprese di non ampie dimensioni – ha scritto il presidente Napolitano -  è essenziale che le forze politiche e le istituzioni si impegnino a sostenere i processi di aggregazione e di cooperazione al fine di migliorarne la competitività, e la capacità di inserimento nei nuovi mercati attraverso un ampio ricorso all'innovazione".

 

L’intervento del presidente della Camera dei Deputati

“Da troppi anni l’Italia è priva di una politica industriale vera e propria”. E’ quanto ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, all’Assemblea della Cna. “Le imprese – ha aggiunto – sono state abbandonate sostanzialmente a se stesse nella difficilissima congiuntura che si è aperta con l’esplosione della crisi e si è presto tramutata in una vera e propria fase recessiva”. Ecco perché, secondo il presidente della Camera “il primo elemento da cui occorre ripartire è proprio il recupero, da parte della politica, di una prospettiva più oggettiva e di lungo respiro”.
Fini ha sottolineato, inoltre, come le piccole e medie imprese presentino “innegabili vantaggi rispetto alla grande impresa”.
Per cominciare “un minor impatto sul territorio e l’ambiente ma anche la funzione di coesione sociale e di contenimento dei conflitti sociali”. Fini ha sottolineato poi il dinamismo delle Pmi dal punto di vista economico. “Negli ultimi 10 anni  - ha ricordato Fini - “il comparto ha registrato una più accentuata crescita”  rispetto alle grandi imprese che “sono risultate stagnanti”. Ma non basta. Le piccole e medie imprese, per il presidente della Camera, hanno una “maggiore flessibilità e capacità di resistere alle avverse condizioni economiche generali”. Dati alla mano, infatti, le Pmi italiane hanno reagito meglio alla crisi rispetto alle loro partner europee “introducendo innovazioni di prodotti e di processi riguardanti l’organizzazione e la commercializzazione”. “In sostanza – ha chiarito Fini – le Pmi sono più pronte, in presenza di shock significativi, a procedere a più marcate modifiche della loro modalità di produzione”.
Oggi, secondo Fini, “occorre rimuovere gli ostacoli che si frappongono a una ripresa che non faccia esclusivamente affidamento alla domanda estera”.
Per far crescere l'Italia e per valorizzare al massimo il sistema delle piccole e medie imprese che rappresentano realmente "una risorsa", bisogna quindi "realizzare un quadro di riforme per rendere competitivo il nostro sistema-paese". E' questa, per Gianfranco Fini, una delle priorità per il nuovo governo.
"La timidezza con cui in Italia le istituzioni si sono mosse" sul fronte della competitività anche a livello europeo, "é il limite più grave di cui soffre il nostro Paese. Da ciò derivano le difficoltà maggiori, strutturali, che le imprese italiane devono affrontare" – ha continuato il presidente della camera.
“Il sistema ramificato e diffuso delle piccole e medie imprese costituisce un patrimonio prezioso per il Paese, in cui si concentra il lavoro e l’inventiva di tanti italiani – ha concluso Fini -  questo patrimonio va preservato mediante l’attuazione di politiche lungimiranti perché il problema non è tanto rappresentato dalla frammentazione del nostro tessuto produttivo ma dalla frammentazione delle politiche e da miopie e ritardi nel progettare e realizzare un quadro di riforme per rendere competitivo il nostro sistema- paese. Questa è la precondizione per una ripresa della nostra capacità economica e per assicurare la competitività delle nostre imprese”.

 

Il messaggio del ministro dello Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti

"Ci aspettano sfide difficili ma necessarie per costruire una nuova prospettiva di crescita per il Paese". Il neo 'superministro' dello Sviluppo, Corrado Passera, lo ha sottolineato in un messaggio all'assemblea della Cna. "Dobbiamo lavorare assieme per dare nuova efficienza al sistema-Italia ritrovando la voglia di cambiare e di rendere più dinamica e competitiva la nostra economia. – ha concluso - Abbiamo strumenti adatti ed altri possiamo crearne".

 

La relazione del presidente nazionale Cna

Il presidente della Cna e presidente di Rete Imprese Italia, Ivan Malavasi, nella sua relazione ha citato il presidente statunitense Roosvelt e il “New Deal”. "L'Italia ha necessità di cambiare i paradigmi di riferimento, senza esitazione e senza incertezza. – ha affermato -  Ha necessità di un nuovo patto sociale e intergenerazionale che dia contenuti e sostenga la fiducia di futuro di tutti, giovani, donne, famiglie e imprese. Un Paese è pronto al 'New deal' solo quando è consapevole che il benessere si raggiunge  anche grazie al senso di responsabilità e giustizia".
"Solo una politica integra, sobria, sinceramente rivolta al bene comune può chiedere sacrifici agli italiani. – ha continuato Malavasi - La precondizione necessaria per ogni richiesta è il taglio dei costi della politica, subito". Malavasi ha poi aggiunto di non riferirsi alla rappresentanza e alla "politica vera" ma ai "privilegi, vitalizi, doppi e tripli stipendi, moltiplicazione di incarichi e di apparati che sono uno schiaffo al Paese che lavora e produce". Malavasi si è augurato che il Governo Monti, al quale "tutte le organizzazioni delle imprese hanno dato un sostegno forte e convinto", possa avere tutto il tempo necessario per realizzare il programma di riforme che si è dato, per stabilizzare il Paese sul piano finanziario e porlo su un percorso sostenibile di crescita economica e civile. Un contributo essenziale in questo percorso, secondo il presidente della Cna e di Rete Imprese Italia, "può venire da un forte e rinnovato dialogo con le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori. Confidiamo che il confronto con le rappresentanze non sia considerato un obbligo ritualistico e privo di utilità. Troppe volte - ha proseguito - la politica negli ultimi anni, ha ceduto alla presunzione di poter raggiungere gli elettori facendo a meno dei corpi intermedi finendo per creare divisioni e segmentazioni dannose per il Paese".

 

Il video-intervento del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Un rigore "non soltanto in termini quantitativi ma associato a uno stile di azione improntato alla sobrietà e all'equità dei sacrifici", accanto a stimoli per la crescita. Sono i principi a cui si è richiamata il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, necessari nell'attuale difficile congiuntura. C'é necessità di "una politica e cultura diverse nel rapporto tra individui e gruppi di individui e la spesa pubblico" e su questo occorre "lavorare molto anche con un'azione educativa" - ha detto Fornero richiamandosi a "un rigore associato a uno stile di azione improntata sempre alla sobrietà, equità dei sacrifici calibrati alla capacità singoli o dei gruppi di sopportarli. Non possono essere le fasce più deboli a sopportare il peso maggiore dei sacrifici che la crisi impone" ha puntualizzato. “I provvedimenti di rigore del governo – ha concluso -  saranno accompagnati da stimoli alla crescita, la rimozione o attenuazione dei lacci e lacciuoli che l’hanno finora mortificata".

 

L’intervento del presidente della Confindustria

Fare presto. Per varare le riforme in Italia e cambiare le regole in Europa. Questo l’appello lanciato da Emma Marcegaglia in collegamento audio con all’Assemblea nazionale della Cna.
Le imprese, secondo la presidente di Confindustria, stanno dando un contributo fondamentale per cambiare il paese. “Con il nostro Manifesto abbiamo dato vita a uno storico fronte comune e parlato con una sola voce” – ha ricordato la Marcegaglia
“L'asse tra imprese  - ha aggiunto - è un grande patrimonio da portare avanti, un’alleanza utile per noi e per il Paese".
Emma Marcegaglia ha quindi ribadito le priorità suggerite dalle imprese a partire da "una riforma pensionistica che tolga alcune anomalie del nostro sistema, come per le pensioni di anzianità”. “
“E' la prima cosa da fare - ha detto - non solo per fare cassa, ma per aiutare e sostenere il costo del lavoro dei giovani e delle donne". Necessaria anche "una riforma fiscale che abbia l'obiettivo molto chiaro di abbassare le tasse su chi tiene in piedi il Paese: lavoratori e imprese". Utili, inoltre, sono  "liberalizzazioni, privatizzazioni, investimenti in infrastrutture, energia e efficienza energetica". Ed una "riforma del mercato del lavoro con l'obiettivo di creare nuovi posti”.
La Marcegaglia ha espresso apprezzamento per il nuovo esecutivo. “Il presidente del Consiglio Mario Monti - ha detto - ha presentato un programma molto condivisibile, in linea con le riforme che abbiamo chiesto". "Adesso – ha aggiunto - è fondamentale fare molto presto, fare bene e molto velocemente, senza discussioni e conflitti tra parti politiche e parti sociali. Noi siamo pronti a dare un contribuito e a fare sacrifici".
Per fronteggiare la crisi e rilanciare l’economia, però, occorre agire non solo sul solo fronte italiano ma anche su quello europeo. “E’ arrivato il momento di cambiare alcune regole – ha annunciato la presidente di Confindustria – l’Europa non può restare così come è stata fino ad ora”.
"Il Governo italiano ed anche noi come parti sociali -  ha aggiunto - dobbiamo far capire a tutti, ed in particolare alla Germania ed alla cancelliera Merkel che una visione di cecità e di breve periodo non penalizza solo i Paesi in difficoltà ma tutta l'Europa". “Dobbiamo  alzare la voce  - ha concluso - e far capire che è in gioco il futuro dell'Unione  e dell’Euro".

 

La tavola rotonda “Le proposte delle imprese per l’Italia”

Alla tavola rotonda “Le proposte delle imprese per l’Italia”, moderata dal giornalista del Corriere della Sera, Dario Di Vico,  sono intervenuti: il presidente Ania, Fabio Cerchiai, il vice-presidente Alleanza delle Cooperative Italiane, Carlo Mitra, il direttore generale Abi, Giovanni Sabatini, il vice-presidente Confindustria, Edoardo Garrone e il presidente nazionale della Cna, Ivan Malavasi.

 

L’analisi dell’Ufficio Studi Cna

Il 41,7% delle piccole imprese denuncia il peggioramento delle condizioni del credito
riscontrabile nell'andamento dei tassi di interesse praticati dalle banche, segnalati in aumento nel secondo trimestre 2011. E' quanto emerge da un'analisi dell'ufficio studi della Cna, presentato in occasione dell'assemblea annuale oggi a Roma. Un peggioramento delle condizioni confermato anche dai dati di Bankitalia. "Nonostante ad agosto le erogazioni dei prestiti al sistema produttivo siano cresciuti su base tendenziale (+5,2%
rispetto all'agosto 2010), il dato si inserisce in un sentiero decrescente iniziato nel mese di maggio" evidenzia la ricerca. Una decelerazione dei finanziamenti che sta colpendo soprattutto le micro imprese, per le quali il tasso di espansione degli impieghi si è ridotto di ben cinque punti in soli 4 mesi, dice la Cna, passando dal +11,0% di maggio al +6,1%
di agosto. Anche il costo dei finanziamenti alle imprese è in aumento. L'ufficio studi della Cna segnala infatti che dalla seconda metà dell'anno, da quando cioè è scoppiata la crisi dei debiti sovrani, "le banche calcolano gli spread sui rendimenti dei titoli di Stato e non sull'Euribor come accadeva in condizioni normali".

 

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Ivan Malavasi a Tv7 (Rai Uno)
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Ivan Malavasi a Tv7 (Rai Uno) (01:27)
18 Maggio 2012
 
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