Il presidente della Cna e di Rete Imprese Italia giudica l'appello di Giuliano Melani, il professionista toscano che ha invitato a comprare i titoli di Stato, "un richiamo di grande responsabilità, ma va ricordato che il 50% dei cittadini detiene il debito pubblico italiano, e la stragrande maggioranza sono piccole imprese, artigiani, pensionati. Il nostro è un bell'atto di amore nei confronti di questo Paese che lo merita, ma vorrei che analoga responsabilità venga assunta anche dal governo. Ma sono i mercati e la politica internazionale che non credono a questo governo".
(ANSA). "Io di titoli di Stato ne ho già parecchi e non li ho venduti. Non si vende mai quando ci si rimette, si portano a scadenza, tasso fisso o variabile è ininfluente, sono sicurissimo della solvibilità dello Stato italiano". Il presidente di Rete Imprese Italia, Ivan Malavasi guida un'azienda metalmeccanica di alta precisione a Correggio, e giudica l'appello di Giuliano Melani, il professionista toscano che ha invitato a comprare i titoli di Stato, "un richiamo di grande responsabilità ma va ricordato - dice all'ANSA - che il 50% dei cittadini detiene il debito pubblico italiano, e la stragrande maggioranza sono piccole imprese, artigiani, pensionati. Il nostro è un bell'atto di amore nei confronti di questo Paese che lo merita, ma vorrei che analoga responsabilità venga assunta anche dal governo. Ma sono i mercati e la politica internazionale che non credono a questo governo".
"No, dopo l'appello di Melani non ho comprato altri titoli di Stato - risponde ancora Malavasi, presidente anche della Cna - ma è dal 2009 che gli utili delle aziende, quando ci sono, sono molto risicati e certo non tali da generare liquidità da togliere all'azienda. Io sono un imprenditore anomalo, ho fatto la Cig senza chiedere niente a nessuno, ho tenuto dentro la gente e tutti gli utili che ho li reinvesto in azienda".
"Il mio atteggiamento è quello delle migliaia di imprenditori e associati, se si va in strada e si chiede alla gente, ai pensionati come hanno investito i loro 5mila, 10mila euro, la risposta sarà: in titoli di Stato o al massimo in obbligazioni di aziende pubbliche. La Cna ha nel suo portafoglio molti titoli di Stato ".
"Tutti abbiamo - prosegue il presidente di Rete Imprese Italia - enorme fiducia nella solvibilità dell'Italia e tutti vogliamo un bene dell'anima a questo Paese ma è chi ci governa che non ce ne vuole. Non è questione di andarsene, il punto è fare: il non fare né bene né male porta a questo, alla soglia dei 500 punti di spread. E il rischio è di assuefarci anche a questo. Se paghiamo il nostro debito il 6,6 per cento come faremo a saltar fuori? ".


