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27 Settembre 2011
EMILIA ROMAGNA. «La situazione economica e finanziaria impone nuove strade per recuperare la perduta competitività»

Lo ha detto il Presidente Nazionale della Cna, Ivan Malavasi, nel corso della Conferenza regionale di organizzazione "L'Emilia Romagna che verrà. Cna si interroga sul futuro della regione" svoltasi a Bologna. Per Sergio Silvestrini, Segretario Generale Cna, «in un mondo in cui tutto sta cambiando, Cna deve trovare tutte le opportunità di recupero e di rilancio per le piccole e medie imprese e per il Paese. Pragmatismo, concretezza, coraggio e rapidità nel realizzare il cambiamento. Questa è la sfida»

Un’intera giornata dedicata a delineare l’Emilia Romagna che verrà e l’adeguatezza dell’attuale assetto organizzativo del sistema Cna.  Questo il lavoro che ha impegnato l’Organizzazione nel corso della Conferenza regionale della Confederazione svoltasi ieri, 26 settembre, a Bologna.  Nella sessione mattutina sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta da Aldo Bonomi, Presidente del Consorzio Aaster di Milano, sul futuro della regione e sul percorso di cambiamento individuato.

Dall’indagine di Bonomi si evince che il modello di governance emiliano romagnolo è ormai giunto al capolinea.”Ne prendiamo atto – ha affermato il Presidente di Cna Emilia Romagna, Paolo Govoni rivolgendosi agli ospiti presenti: il Presidente della Regione Vasco Errani, il Presidente di Unioncamere Carlo Alberto Roncarati, Gabriele Piccini di Country Manager Italia Unicredit e il Presidente di Unipol Pierluigi Stefanini - occorre cambiare e cambiare in fretta. Per noi, ma anche per la politica è giunto il momento di stimolare una riflessione sui processi di cambiamento e sulle modalità attraverso cui rappresentare le piccole e medie imprese e l’artigianato nello scenario competitivo attuale”.

Secondo Cna, dall’indagine emerge la necessità, non più rinviabile, di riqualificare il territorio e di procedere ad una sua riaggregazione, così come la rappresentanza degli interessi economici, oggi imperniata sulla stessa logica delle istituzioni locali.  “L’attuale assetto – ha proseguito Govoni – non è più adeguato ad intercettare l’evoluzione delle tendenze in atto. Sempre più, infatti, emerge la necessità dei sistemi locali di imprese, di accedere a risorse, beni  collettivi per la competitività - più efficienti ed adeguate alla sfida degli odierni mercati. Proprio per questo ci siamo proposti di riflettere su di una nuova governance territoriale”.  Come?  Cna intende rimodellare l’organizzazione territoriale della rappresentanza degli interessi economici, partendo dalle comunità operose e da qui ragionare del nuovo modello emiliano romagnolo.

 “Guardare oltre – spiega ancora Bonomi - il policentrismo ripartendo dalle comunità operose, dal loro protagonismo economico, dalla voglia, che ancora è tanta di fare impresa e dalle loro virtù civiche. Per ascoltarle e capire come stanno affrontando il difficile guado della modernizzazione del loro ciclo economico e della loro qualità della vita, innanzi tutto. Ma anche e, soprattutto, per ragionare insieme del nuovo modello emiliano romagnolo. Una logica questa, che capovolge la metodologia di riorganizzazione dall’alto, laddove rappresentava, anche e soprattutto in questa regione, l’ideale policentrica cornice entro cui le diverse province esercitavano il loro autonomo percorso di sviluppo”. La realtà dei fatti, oggi, suggerisce di provare a guardare oltre al policentrismo, per ragionare di sviluppo di area vasta, di piattaforme produttive, di un modello poliarchico di organizzazione,  cioè di un modello non centralizzato di governance territoriale. Il superamento del policentrismo dovrebbe centrarsi su tre grandi piattaforme: la Via Emilia, l’asse trasversale che da Piacenza arriva a lambire Bologna; Bologna Città Regione; Città Adriatica i cui confini si disegnano tra il Delta del Po e Cattolica.

Cna per parte sua, si attiverà subito. Ad annunciarlo è il Segretario regionale Cna Gabriele Morelli: “Noi puntiamo a cambiare già nei prossimi mesi le nostre strutture di rappresentanza e contribuire a ricostruire su nuove basi la comunità economica emiliano-romagnola. Ma anche la politica deve fare altrettanto e farlo agendo con rapidità”.

Nelle sue conclusioni il Presidente Nazionale Ivan Malavasi ha sottolineato come quanto emerso dalla ricerca di Bonomi offra ampi spunti per ragionare insieme, organizzazioni di rappresentanza e istituzioni. Il processo di ricostruzione della comunità operosa emiliano romagnola – secondo la definizione di Bonomi - è ulteriormente accelerata dalla crisi della politica, dalle manovre economiche che penalizzano con tagli ingiusti le regioni virtuose. “C’è una situazione economica e finanziaria – ha concluso Malavasi – che impone a tutti l’obbligo di ricercare strade nuove e percorsi efficaci per recuperare la perduta competitività”.

Nella sessione pomeridiana, il gruppo dirigente Cna è entrato nel vivo del sistema organizzativo regionale per valutarne l’adeguatezza partendo dai risultati della ricerca condotta da Simone Palazzi Rossi e Stefano Galli sulla configurazione in essere delle sue strutture.

A conclusione dei lavori il Segretario Generale Sergio Silvestrini ha sottolineato come “tutto il sistema Cna abbia accettato la sfida del cambiamento iniziando già una riflessione importante, a cui la Cna Emilia Romagna ha dato un contributo molto importante, pronta a mettersi in discussione, delineando un  cambiamento rapido perché il tempo non gioca a nostro favore. La situazione del Paese e delle imprese è estremamente difficile; ecco perché – ha sottolineato Silvestrini – dobbiamo metterci nelle condizioni di rappresentare al meglio gli interessi e i bisogni dei nostri imprenditori”. Il Segretario generale ha poi evidenziato come la conferenza regionale dell’Emilia Romagna si sia posta in grande sintonia con la Conferenza nazionale dei servizi svoltasi a Milano. In un mondo in cui tutto sta cambiando, Cna deve trovare tutte le opportunità di recupero e di rilancio per le piccole e medie imprese e per il Paese. Pragmatismo, concretezza coraggio e rapidità nel realizzare il cambiamento. Questa è la sfida. Bisogna cambiare la geografia degli interessi e degli interventi”.

 
Ivan Malavasi a Tv7 (Rai Uno)
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Ivan Malavasi a Tv7 (Rai Uno) (01:27)
18 Maggio 2012
 
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