La stretta al credito rallenta, ma per le piccole e medie imprese, che più delle altre hanno sofferto durante la crisi, le difficoltà sono tutt'altro che superate. È quanto emerge dal Report di luglio 2010 dell’Osservatorio permanente sui rapporti banche-imprese, costituito da ABI con altre 14 associazioni imprenditoriali e di categoria, fra cui la Cna.
La stretta al credito rallenta, ma per le piccole e medie imprese, che più delle altre hanno sofferto durante la crisi, le difficoltà sono tutt'altro che superate. È quanto emerge dal Report di luglio 2010 dell’Osservatorio permanente sui rapporti banche-imprese, costituito da ABI con altre 14 associazioni imprenditoriali e di categoria, fra cui la Cna. Una base informativa comune e condivisa – disponibile anche sul sito www.bankimprese.it – che offre un supporto quantitativo a ricerche, studi e analisi per approfondire, anche su base geografica e settoriale, l’evoluzione e le problematiche legate sia alla domanda che all’offerta di credito.
La fotografia scattata dall’Osservatorio permanente sui rapporti Banche-Imprese è nitidissima e non lascia dubbi: gli impieghi verso le piccole imprese rallentano a partire dal 2007 per ridursi in termini assoluti dall’autunno 2008. Adesso, dopo12 mesi il tasso di crescita del credito torna in terreno positivo. L’analisi per settori indica però che l’industria ed i servizi industriali hanno sofferto più di tutti la riduzione del credito bancario, che continua a manifestarsi sebbene rallentati la velocità di caduta. Una gelata che dura da 40 mesi e che si accompagna all’aumento delle garanzie richieste e degli spread applicati sui finanziamenti.
Di seguito la sintesi del Rapporto dell’Osservatorio permanente sui rapporti Banche-Imprese


