Il Presidente della Repubblica ha ricevuto al Quirinale una delegazione di "Rete Imprese Italia", guidata dal Presidente di turno Carlo Sangalli, e composta dai vertici delle Confederazioni fondatrici. Per la Cna erano presenti il Presidente Ivan Malavasi e il Segretario Generale Sergio Silvestrini. "Rete Imprese Italia - ha detto Sangalli, nell'illustrare la nuova associazione - nasce come scelta di coesione e di unità: fatta da chi assume, come propria e peculiare missione di rappresentanza, il rapporto vitale tra imprese e territori".
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale una delegazione di "Rete Imprese Italia", guidata dal Presidente di turno Carlo Sangalli, e composta dai vertici delle Confederazioni fondatrici. Hanno partecipato per la Cna, il Presidente Ivan Malavasi e il Segretario Generale Sergio Silvestrini, per la Confartigianato, il Presidente Natalino Guerrini e il Segretario Generale Cesare Fumagalli, per Casartigiani, il Presidente Giacomo Basso e il Direttore Generale Nicola Molfese, per la Confesercenti il Presidente Marco Venturi, per la Confcommercio, oltre al Presidente Sangalli, il Direttore Generale Luigi Taranto. Infine, era presente il Direttore dell'Associazione Rete Imprese Italia, Maria Pia Camusi.
"Rete Imprese Italia - ha detto Sangalli, nell'illustrare la nuova associazione - nasce come scelta di coesione e di unità: fatta da chi assume, come propria e peculiare missione di rappresentanza, il rapporto vitale tra imprese e territori".
"Da parte nostra - ha aggiunto - è anche una scelta di responsabilità: fatta da chi ritiene che il futuro del Paese sia legato, in maniera inscindibile, alle piccole e medie imprese ed all’impresa diffusa, e che occorra dunque lavorare per la maggiore convergenza tra gli interessi di queste imprese e gli interessi generali del Paese. E' allora, una scelta che guarda al futuro, perché il suo obiettivo è la modernizzazione del sistema della rappresentanza imprenditoriale, secondo un modello programmaticamente aperto e plurale, per concorrere alla modernizzazione dell’economia e della società italiana".
"Noi - ha detto ancora Sangalli - pensiamo che Rete Imprese Italia sia un’opportunità per il nostro Paese. Perché vogliamo dare più forza alle ragioni di quell’economia reale, la cui necessaria rivalutazione è forse la “lezione” fondamentale del tempo della crisi, ed è comunque condizione irrinunciabile per un’Italia che voglia crescere di più e meglio, cioè con maggiore coesione sociale e territoriale. Ci definiamo come il “popolo del fare impresa”. Pensiamo di esprimere valori antichi e modernissimi, profondamente radicati nella storia del Paese: la dedizione al lavoro e la capacità di rischiare; la valorizzazione dell’identità italiana e la scelta di promuoverla nel mondo; un’idea d’impresa come comunità che condivide successi, ma anche ansie e fatiche. Siamo gente operosa e tenace. Siamo stati e saremo, dunque, parte di quell’Italia produttiva, che ha fatta propria". Nella storia d’Italia, i momenti difficili non sono mancati. Li abbiamo affrontati e siamo tornati a costruire democrazia e prosperità".
"Nella storia d'Italia - ha concluso - momenti difficili non sono mancati. Li abbiamo affrontati e siamo tornati a costruire democrazia e prosperità. Alla vigilia dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, pensiamo che, ancora, una volta così possa e debba essere".


