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11 Agosto 2010
Si consolida la ripresa, ma non per gli artigiani

Indagine congiunturale di Unioncamere sulle Pmi industriali da 1 a 500 dipendenti. Preoccupante il ritardo delle imprese più piccole e soprattutto del Mezzogiorno, dove la ripresa appare addirittura allontanarsi

L’orizzonte estivo si presenta più promettente per le imprese italiane che, dopo il rilancio registrato tra aprile e giugno, guardano al trimestre in corso come a quello del consolidamento dei risultati raggiunti negli ultimi mesi. Un consolidamento che fa riferimento non solo al buon andamento della domanda estera, ma anche a segnali di risalita della domanda interna, particolarmente incoraggianti se si pensa che si tratta del trimestre estivo, solitamente meno dinamico per motivi di stagionalità delle attività produttive. Resta preoccupante il ritardo delle imprese più piccole, in particolare degli artigiani, che pagano un maggiore isolamento dalle filiere più dinamiche e soprattutto del Mezzogiorno, dove la ripresa appare addirittura allontanarsi. E’ questo, in sintesi, il quadro d’insieme che emerge dalle indagini congiunturali del Centro studi di Unioncamere, condotte sulle PMI industriali e sulle imprese del commercio e dei servizi, relative all’andamento del II trimestre del 2010 e alle previsioni per il trimestre successivo.

 INDUSTRIA MANIFATTURIERA

 Produzione

Il terzo trimestre del 2010 dovrebbe confermare e consolidare l’andamento di quello precedente. Sia in riferimento alla produzione che al fatturato, infatti, il 60% circa degli imprenditori prevede di consolidare l’andamento del recente passato e un 20% prevede un miglioramento delle performance. Con riguardo alla produzione, in termini di saldo le aspettative di quanti prevedono un aumento si bilanciano esattamente con quelle di quanti prevedono una diminuzione, determinando così un quadro di generale stabilità. Lievemente più pessimisti gli artigiani, per i quali il saldo si attesta a –2 punti percentuali tra chi si attende una crescita e chi, invece, intravede una diminuzione della produzione.
A pesare negativamente sul quadro generale sono le aspettative delle imprese meridionali, il cui saldo raggiunge i –11 punti percentuali (-20 per le più piccole).  Stabili le attese al Centro e al Nord-Est, più positive quelle del Nord-Ovest (7 i punti percentuali in favore degli ottimisti). Nell’energia (+17), chimica (+9) e industrie alimentari (+8) le attese più incoraggianti. Nell’industria tessile (-14 punti in generale, -18 per le imprese più piccole) e in quella dei metalli (-9 e –10, rispettivamente) le previsioni meno rosee. 

Fatturato

Simile l’atteggiamento degli imprenditori con riguardo all’evoluzione attesa del fatturato (praticamente stabile con un saldo tra attese positive e negative fermo a –1). Ancora una volta più pessimisti gli artigiani (-5 punti) e le imprese del Mezzogiorno (-10). Superando la soglia dei 50 dipendenti, tuttavia, è nel Mezzogiorno (affiancato dal Centro) che si registrano le attese positive più apprezzabili (+4).

Energia (+18), alimentare (+12) e chimica (+10) i tre settori che nel complesso segnalano attese più positive, con valori significativamente più elevati nella fascia delle imprese più grandi. Industrie dei metalli e filiera del tessile-abbigliamento-calzature i comparti che nutrono le attese meno brillanti (rispettivamente –14 e –12 punti percentuali). Tra le imprese al di sotto dei 50 dipendenti, le attese più positive si concentrano nelle industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (+15) e della chimica (+8). 

Ordinativi

Lo scenario di consolidamento della ripresa registrata ad aprile-giugno viene confermato dalle attese relative agli ordinativi, in modo particolare da quelli dei mercati esteri che mostrano un saldo positivo di undici punti tra chi prevede un aumento e chi prevede una diminuzione. Altra conferma, questa volta in negativo, viene dal segmento delle imprese più piccole: gli artigiani mostrano, infatti, un ‘sentiment’ esattamente opposto (-11 punti) alla media generale del trimestre. A livello territoriale, incoraggia invece la prevalenza del segno “più” degli ordini esteri anche tra gli imprenditori del Mezzogiorno, il cui saldo (+10 punti) è secondo solo a quello del Nord-Ovest (+14). A livello settoriale le attese più robuste si concentrano nella filiera dell’energia (+29 punti in favore degli ottimisti), delle industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (+25), delle industrie alimentari e di quelle del legno e del mobile (rispettivamente +22 e +21 punti). Ancora negative, infine, le prospettive del tessile, abbigliamento e calzature (-9 il saldo tra ottimisti e pessimisti).

Più moderato il quadro che emerge dalle attese sugli ordini interni (solo +1 il saldo tra le diverse aspettative) che, però, scontano un lungo periodo di ristagno dei consumi domestici e dunque segnala un’inversione di tendenza rispetto al passato. L’aria di ripresa si fa comunque sentire anche su questo fronte, con le ripetute eccezioni delle piccole imprese (artigiani fanno segnare un saldo pari a –3 punti) e del Sud (-10). Le attese più promettenti si registrano al Nord-Ovest (+6 punti), mentre sia il Centro (+1) sia il Nord-Est (-2) mostrano un profilo di tipo stabile. Energia (+17), chimica (+12) e alimentare (+9) i settori con le aspettative positive più marcate. Scenario più difficile, ancora una volta, quello del comparto tessile-abbigliamento-calzature (-16).

SERVIZI

Più equilibrate, e tutte in campo positivo, appaiono infine le attese degli imprenditori dei servizi. Nel complesso, le aspettative sull’andamento del volume d’affari del trimestre estivo si attestano a +7 punti percentuali (suddivisi tra +6 nella fascia al di sotto dei 50 dipendenti e +9 in quella oltre tale limite). A credere in un trimestre in forte ripresa sono, questa volta, gli imprenditori del Mezzogiorno (+19 il saldo complessivo che sale a +28 tra le imprese con meno di 50 dipendenti), seguiti da quelli del Nord-Est (+10).

Tra i settori, l’agglomerato che segnala attese più positive (+16) è quello degli ‘altri servizi’ (servizi per l’ambiente, immobiliari, finanziari, noleggio, vigilanza). Bene anche i servizi alle persone (+10), di trasporto e logistica e informatica e telecomunicazioni (entrambi a +8) e segnali positivi, infine, anche dal turismo (+4 in media e addirittura +18 nella fascia over 50). Unico settore a presentare attese negative (-16 punti nel complesso) quello dei servizi di mensa e bar, legato alla chiusura stagionale di uffici e attività produttive.

 
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