Per il presidente della Cna e presidente di Rete Imprese Italia, intervenuto al convegno “La qualità per la crescita del Paese. Il sistema delle certificazioni come strumento di innovazione e modernizzazione” che si è svolto oggi a Roma: “la certificazione rappresenta una valida strategia per le imprese per essere competitive puntando sulla qualità e sulle competenze. Attraverso il sistema delle certificazioni, le aziende hanno maggiori chances per essere più efficienti e capaci di fronteggiare le sfide dei mercati globalizzati”.
La qualità premia le performances e semplifica la vita delle imprese: sono 90 mila quelle certificate ISO 9001. Sono questi i principali risultati emersi dall'Osservatorio Accredia, realizzato in collaborazione con il Censis, che è stato presentato oggi a Roma nel corso del convegno “La qualità per la crescita del Paese. Il sistema delle certificazioni come strumento di innovazione e modernizzazione”. L'Osservatorio analizza aspetti diversi, che vanno dalla misurazione dell'impatto della certificazione di qualità sul miglioramento dell'efficienza delle imprese, alle dinamiche dell'offerta e della domanda di certificati ISO 9001. Lo stesso ente verifica e riconosce 168 organismi di certificazione/ispezione in Italia.
“La certificazione rappresenta una valida strategia per le imprese per essere competitive puntando sulla qualità e sulle competenze. Attraverso il sistema delle certificazioni, le aziende hanno maggiori chances per essere più efficienti e capaci di fronteggiare le sfide dei mercati globalizzati”. E’ quanto ha affermato Ivan Malavasi, presidente della Cna e presidente di Rete Imprese Italia, intervenendo oggi al convegno organizzato da Accredia.
“Formalizzare le proprie competenze – ha spiegato Malavasi – serve a razionalizzare i processi aziendali, a monitorare i punti di debolezza, a rispondere agli standard richiesti dai committenti e ad utilizzare la certificazione per partecipare alle gare d’appalto. Occorre, però – ha sottolineato – rendere le procedure di certificazione a misura di piccole imprese, quindi meno burocrazia anche attraverso un’attività di verifica e ispezione che aiuti l’impresa a migliorare”.
“In questo quadro – ha concluso Malavasi – diventa essenziale prevedere una sostanziale semplificazione delle procedure per l’adozione di sistemi di gestione della qualità da parte delle imprese più piccole, come più volte richiesto da Rete Imprese Italia e anche dal Comitato di Indirizzo e Garanzia di Accredia. La semplificazione e il contenimento dei costi sono elementi essenziali per la diffusione dei sistemi di qualità nel restante 95% delle imprese”.
Al dibattito sono intervenuti: Federico Grazioli, presidente di Accredia, Guido Carella, presidente Manageritalia, Giuseppe Roma, direttore generale Censis, Giuseppe De Rita, presidente Censis, Daniel Kraus, vice-direttore generale Confindustria, Enzo Rullani, professore di Economia della conoscenza presso la Venice International University, Santo Versace, Commissione Attività Produttive della Camera.
La certificazione di qualità, spiegano Accredia e il Censis, migliora la redditività e la gestione corrente e per il 90% dei manager contribuisce al miglioramento delle prestazioni e alla razionalizzazione dell'organizzazione interna dell'azienda. Le imprese comunque segnalano la
necessità di una maggiore severità nel rilascio dei certificati.
Il trend degli ultimi 10 anni dell'export dei prodotti più forti del made in Italy (abbigliamento-moda, alimentare, arredamento-mobili, apparecchiature meccaniche, edilizia e vetro) dimostra che investire nell'innalzamento della qualità del prodotto e del processo produttivo risulta decisivo per il recupero di competitività su mercati turbolenti, come quelli attuali. In una fase di crisi prolungata, più qualità significa più crescita. Più nel dettaglio nel campione di aziende, analizzate con la collaborazione di Manageritalia, più del 60% dispone di certificazione di qualità, a cui in larga misura si attribuisce una funzione positiva. Il 90% di chi è in possesso di un certificato ISO 9001 ritiene, infatti, che il sistema di gestione per la qualità consenta all'azienda di migliorare le proprie prestazioni e di razionalizzare l'organizzazione interna. L'ISO 9001 viene vista dalle imprese come un'opportunità in quanto semplifica e migliora la possibilità di partecipare a bandi e gare d'appalto, oltre ad essere una scelta strategica legata al prestigio che la certificazione conferisce.
Elevate sono però anche le aspettative nei confronti degli organismi di certificazione. Per il 70% delle aziende analizzate, devono essere in grado di realizzare un'analisi seria della struttura da certificare e fornire consigli per migliorare costantemente il sistema di gestione per la qualità. Per più del 40% delle imprese l'organismo di certificazione deve dimostrare un elevato livello di competenza e specializzazione in specifici settori produttivi. Non mancano gli elementi di debolezza, impliciti in un servizio che si presenta ormai maturo. La grande maggioranza delle aziende auspica una maggiore selezione nel rilascio del certificato per la qualità e non nasconde una certa disillusione. Il rischio è quello della perdita di valore e di visibilità dell'ISO 9001.


