"La lotta alla criminalità è uscita dall'agenda politica del Governo, sono pochi gli investimenti previsti negli ultimi anni per contrastare una forza che sta aumentando quotidianamente la propria capacità di infiltrarsi non solo all'interno delle imprese, ma soprattutto nei centri di potere della politica". Non ha lesinato critiche al mondo politico il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, intervenuto sabato scorso al seminario nazionale promosso dai giovani imprenditori di CNA e denominato - Imprese e Legalità -.
Gratteri, durante la prima sessione sul ruolo della giustizia, ha rivolto, tra gli applausi della sala, un appello alla classe politica chiedendo "l'allontanamento degli esponenti che abbiano precedenti penali". Dati impietosi quelli indicati dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria per le imprese artigiane nel Meridione: nell'ultimo anno strozzate dall'usura e dal racket, solo in Sicilia sono scomparse ben 20mila realtà, con un tasso di infiltrazione della malavita davvero elevato. "Il mercato è in crisi - ha spiegato Gratteri - anche per la presenza di imprese vicine alle organizzazioni criminali che vantano un fatturato di oltre 40 miliardi di euro l'anno e con questi proventi stanno investendo nell'Europa dell'Est, creando un deserto in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia".
"Il merito degli arresti non è di nessun governo, è della polizia giudiziaria italiana, la migliore al mondo". Gratteri è incontenibile al convegno propedeutico all'iniziativa CNA NeXT dell'ottobre prossimo, e tuona contro un sistema politico che mette i bastoni tra le ruote alla polizia giudiziaria con lungaggini burocratiche evitabili con pochi decreti e tanta volontà, quella volontà che forse manca alla nostra classe dirigente ma che di certo non manca ai numerosi giovani imprenditori presenti a Siracusa e che sul territorio hanno deciso di dare battaglia.

