La crescita economica non può prescindere dalla legalità, nessuno sviluppo è possibile senza il rispetto delle regole.
Lo hanno ribadito, al castello Maniace di Siracusa, politici e imprenditori. giudici e procuratori. L'occasione è stata data dalla preview di CNA NeXT il meeting nazionale di CNA Giovani Imprenditori ospitato nella città siciliana e dedicato al tema «Imprese e legalità». Un argomento spinoso, ma scelto perché consapevoli di quanto la criminalità organizzata, le cosiddette mafie, incidano negativamente sul tessuto economico-sociale del nostro territorio, e non soltanto nel mezzogiorno ma oramai, come dimostrano le diverse indagini, su tutto il territorio nazionale.
Due le sessioni del convegno, aperto dai saluti delle autorità locali e introdotto dal Presidente Nazionale di Cna Giovani imprenditori, Andrea Di Benedetto. Tra gli ospiti della prima parte del meeting,
il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri
, che ha puntato il dito contro le situazioni che impediscono alle imprese di crescere e di farlo nella legalità.
«Le banche - ha spiegato - hanno chiuso i portoni e così nel dilemma, tra fallire o andare avanti, molti imprenditori decidono di rivolgersi alla criminalità organizzata, agli usurai». Gratteri ha poi fatto il punto della giustizia italiana, lodando da una parte gli strumenti d'indagine all'avanguardia rispetto anche ai paesi più sviluppati del nord Europa e nord America, meno preparati rispetto a noi su tali tematiche ed assurdamente più burocratici, "la polizia giudiziaria italiana è forse la migliore al mondo" ha affermato il Procuratore di Reggio Calabria. Ha poi aggiunto che non necessitano riforme giganti e dispendiose per far funzionare meglio il sistema giudiziario ma tante piccole soluzioni che alleggeriscano la burocrazia, come ad esempio l'uso della posta elettronica certificata (Pec).
E' della società più in generale, di cui fanno parte le imprese, che si deve parlare secondo il giudice della corte penale internazionale, Cuno Jacob Tarfusser, uno dei 18 giudici al mondo a far parte dell'importante organismo internazionale con sede a L'Aia. «La società - ha precisato - ha bisogno di regole semplici e decise, di certezza del diritto» ed ha poi insistito sull'importanza del diritto internazionale e della sua applicazione per riuscire a fronteggiare la criminalità organizzata in un processo di globalizzazione che la vede in prima linea a governare determinati processi.
La seconda sessione, «Politica, economia e legalità» in cui sono intervenuti, tra gli altri, Roberto Centaro, vicepresidente della Commissione Giustizia del Senato, e Fabio Granata, vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia ha anche coinvolto il vicepresidente di Unioncamere, Ivanhoe Lo Bello, che ha puntualizzato: «L'etica nelle imprese è importante non solo per ragioni morali, ma anche economiche, perché significa stare dentro le regole. E questo rappresenta l'unico modo per coltivare il sistema di crescita».
Ha concluso l'incontro l'intervento del Presidente di Rete Imprese Italia e Presidente Nazionale di CNA, Ivan Malavasi. «La mafia - ha affermato - non è solo un problema del Sud. Ed è soprattutto ai giovani che dobbiamo dare la fiducia ed il coraggio della denuncia. Ma perché ciò avvenga è necessario che si sentano meno soli». Il Presidente Malavasi ha poi aggiunto che la legalità è alla base del fare impresa e la politica deve assumersi le responsabilità decisionali, inasprire le pene ed avviare un serio processo di riforma a vantaggio della serenità degli imprenditori e dei cittadini in generale.

