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Il Disegno di legge in esame, noto come “Collegato Lavoro”, interviene in maniera incisiva sulla disciplina dei rapporti di lavoro, riformando significativamente numerose norme ed istituti del diritto del lavoro. L’obiettivo da tutti condiviso è che occorre alleggerire il contenzioso del lavoro, per avere una giustizia del lavoro rapida e certa. Le cause pendenti in materia di lavoro sono circa 1,2 milioni. La durata media di un procedimento è di 1.530 giorni, cioè 4 anni, 2 mesi e 10 giorni. Di questi, 696 giorni sono spesi per il primo grado di giudizio e altri 863 per il secondo grado. Si tratta, quindi, di un problema grave, perché rallenta lo sviluppo del sistema economico, non dà certezza del diritto, non offre tutele ai lavoratori, allontana il nostro Paesi dagli standard europei. Ecco perché il mondo delle imprese, ed in particolare quello delle piccole e medie imprese, vede con grande favore ogni novità legislativa finalizzata ad alleggerire i tempi del contenzioso del lavoro, tempi che, tra l’altro, determinano insopportabili costi aggiuntivi soprattutto a danno proprio delle piccole e medie imprese. In questo senso, l’utilizzo dello strumento dell’arbitrato, debitamente riformato, può contribuire notevolmente alla deflazione della enorme mole di procedimenti. Si tratta, del resto, di introdurre nel nostro Paese un sistema di tutele parallele dei diritti nel mondo del lavoro, attraverso una giustizia non togata, come accade negli altri Paesi Occidentali più avanzati.


