CNA

Salta ai contenuti

Home ›› STAMPA E COMUNICAZIONE ›› Documentazione ›› Valutazioni sulle misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica

10 Giugno 2010
Valutazioni sulle misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica

Il contesto macroeconomico

La pesante recessione del biennio 2008-2009 ha certamente ridisegnato gli equilibri mondiali tra le principali aree economiche. Il Pil delle economie avanzate è prossimo a scendere sotto la soglia del 50% del Pil mondiale.

Sul piano congiunturale, a metà del 2010 si può ritenere che il punto di svolta della crisi sia stato superato, anche se permangono molte incertezze sulla possibilità di avviare una ripresa robusta e duratura.

Resta il ruolo problematico dei mercati finanziari, ormai sempre più interconnessi con l'economia reale, ancora caratterizzati da tensioni e instabilità e dal persistere di una certa opacità rispetto al ruolo dei prodotti strutturati

I segnali positivi non mancano.

Le prospettive di ripresa per il complesso dei Paesi industriali sembrano, tuttavia, modeste, soprattutto per l'area dell'euro, che dovrebbe espandersi ad un ritmo appena al di sotto dell'1% nel 2010 e dell'1,5% neI 2011, una velocità inferiore a quella espressa nel corso dei primi anni duemila. Sotto questo aspetto, invece, emerge ancora una volta la differenza di vitalità tra Europa e Stati Uniti, con questi ultimi già dall'anno in corso proiettati su un tasso di crescita del 2,8% (+2,5% nel 2011), in linea con la crescita media della prima metà di questo decennio.

Nel nostro Paese, nel biennio 2008-09, il Pil si è ridotto del 6,3% e la spesa delle famiglie (comprensiva del saldo turistico) del 2,9%; negli ultimi quindici mesi hanno chiuso circa 560 mila imprese; il tasso di disoccupazione è tornato a sfiorare il 9% e il numero di occupati si è ridotto di 800 mila unità. In pratica: nell'ultimo biennio e in termini di Pil pro capite, abbiamo azzerato dieci anni di stentata crescita, ritornando ai livelli del 1999.

Nonostante queste difficoltà, il sistema-Paese ha tenuto, dimostrando di poter agganciare la fase espansiva del ciclo internazionale, come mostra la crescita congiunturale del 0,6% del Pil nel primo quarto dell'anno e i segnali di incremento su buoni ritmi dell'export. Il problema resta la modesta intensità della ripresa.

Il nostro sistema produttivo presenta un deficit di produttività che non consente valutazioni particolarmente ottimistiche sul profilo di crescita dei prossimi anni.

Il traino del commercio internazionale non è sufficiente.

Occorre ridare impulso alla domanda interna e puntare sull'accrescimento di produttività e innovazione del sistema, per riavviare un sentiero di crescita consistente e prolungata.

È dunque in questo contesto che sono maturate le condizioni per la manovra correttiva di finanza pubblica.

La correzione dei conti pubblici

Il Governo ha predisposto una manovra di riassetto dei conti pubblici dell’ordine di 24,9 miliardi euro cumulati sul biennio 2011-2012, con l’obiettivo di portare l’indebitamento netto nel 2011 al di sotto del 4,0% in rapporto al Pil e di contenerlo ulteriormente nel 2012 attorno al 2,8% (con una riduzione di 1,5 punti percentuali rispetto alla valutazione della RUEF 2010, basata sul conto della P.A. a legislazione invariata).

La correzione per il biennio 2011-2012 vale circa lo 0,8% del Pil in ciascun anno. È bene ricordare che in altri momenti critici per i nostri conti pubblici, la portata delle misure di contenimento fu di entità molto più rilevante rispetto all’attuale. Nel biennio 1993-1994 risultò pari a circa il 6% del Pil nel primo anno e a poco meno del 2% nel secondo anno. Nel 1997, la manovra resa necessaria per l’ingresso del nostro Paese nella moneta unica, movimentò un volume di risorse pari al 3% nell’anno.

Come si vede, in comparazione con questi episodi, la manovra correttiva per gli anni 2011-2012 appare di entità relativamente modesta. Tuttavia, effetti moderatamente recessivi potrebbero derivare dalla debolezza strutturale della nostra economia, già provata da almeno dieci anni di crescita bassissima.

Nel 2011 la manovra è ripartita per circa il 34% in nuove e entrate e per il rimanente 66% in tagli di spesa, mentre nel 2012 le percentuali si modificano, rispettivamente, in 40% e 60%.

 
Debito pubblico. Sergio Silvestrini su Class CNBC
You need Flash player 8+ and JavaScript enabled to view this video.
Debito pubblico. Sergio Silvestrini su Class CNBC (01:00)
26 Gennaio 2012
 
play
 
Video
 
 
 
Agenda • Eventi • Incontri CNA
 
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
       
 
CNA sul web - Siti regionali
CNA sul web - Siti provinciali e comunali