Soddisfatto Mirco Della Vecchia, presidente della Fine Chocolate Organization. "Accorciata la filiera commerciale. Pagheremo il cacao meno, ma garantendo ai campesinos un prezzo maggiore. Così vinciamo tutti!"
“Sono molto soddisfatto, oggi è un giorno speciale, non solo perché dopo anni di tentativi siamo riusciti nell'intento di accorciare la filiera commerciale che separa noi dai piccoli produttori del latino America, ma sopratutto perché andiamo via sapendo di lasciare un pezzo di cuore qui, a Bogotà”. E' con il positivo bilancio tracciato da Mirco Della Vecchia, presidente della Fine Chocolate Organization, che si chiude Chocoandino, l'esperienza voluta dall'IILA (Istituto italo-latinoamericano), dalla Fedecacao (Federazione nazionale campesinos) e dalla stessa Fine Chocolate Organization (associazione dei maestri cioccolatieri italiani) e nata a partire da una volontà comune: valorizzare il cacao e il cioccolato di qualità.
E così la capitale colombiana ha ospitato dal 12 al 18 luglio una serie di corsi volti a migliorare la coltivazione del cacao e la produzione del cioccolato: medicina, agronomia, fitopatologia, fino ad arrivare alle lezioni di cioccolateria tenute dai maestri della Fine Chocolate Organization, con l'intento di far conoscere al mondo latinoamericano le varie sfaccettature della produzione cioccolatiera mondiale. Non solo “chocolate del mesa” o “tavolette”, dunque, ma anche pralineria, dessert al piatto e tutto quello che riguarda il mondo del cioccolato italiano, sino alla presentazione tenuta dal Consorzio cioccolato di Modica.
“La gente di Fedecacao - continua Della Vecchia - è stata superlativa, sia dal lato professionale che da quello umano. Ora tocca a noi impegnarci a importare il prima possibile il loro cacao, di cui esistono molte varietà, alcune di queste veramente buone, come il cacao blanco amazzonico”.
Come ancora ricorda Della Vecchia, l'iniziativa ha portato a risultati concreti: “Dopo anni di impegno da parte dei soci, della segreteria e della CNA finalmente il mondo cioccolatiero italiano ha fatto una cosa grande, ha stabilito un contatto serio, tanto che a settembre inizieranno le prime importazioni di prodotto. All'inizio massa di cacao, fave di cacao e burro, poi con il tempo, se i soci continueranno ad acquistare, non è escluso l'inserimento di altri prodotti”.
I vantaggi non sono soltanto per i cioccolatieri italiani. I primi a guadagnarci, infatti, sono i produttori colombiani, che attraverso la filiera diretta possono godere di condizioni economiche più favorevoli. “La cosa importante - sottolinea Della Vecchia - è che accorciando la filiera facciamo saltare qualche passaggio che 'guadagnava': questo dunque ci permette di pagare il cacao meno ma garantendo ai campesinos un prezzo maggiore. Così vinciamo tutti!”.
E dopo le iniziative sudamericane, è tempo di pensare a nuovi progetti. “Il mondo cioccolatiero italiano - conclude Della Vecchia - dopo le 3 missioni fatte in sud America valuterà ora se sia il caso di fare un evento tutto italiano in Italia, in modo da invitare i rappresentanti della associazioni del cacao e far vedere loro i nostri negozi e le nostre strutture di formazione”.

