Si discuterà tra oggi e domani in sede referente alla 7^ Commissione istruzione e beni culturali del Senato della Repubblica, l'esame congiunto dei disegni di legge in merito alla Disciplina di Qualificazione dei Restauratori e le relative modifiche all'art. 182 del Codice dei Beni Culturali.
Si esamineranno principalmente due disegni di legge, quello presentato dal Ministero dei Beni Culturali, e fatto proprio dal precedente Governo, che non modifica l'articolo in questione nel senso dei bisogni mostrati dalla categoria e quello presentato dal Partito Democratico a firma del Sen. Marcucci sorto in seguito ad un tavolo di concertazione con le parti sociali, al quale CNA ha partecipato. Alla base della proposta di legge Marcucci sta la proposizione di un sistema di crediti formativi per la valutazione delle esperienze e dei percorsi teorici di ogni singolo restauratore, tale sistema é stato portato avanti da CNA Artistico e Tradizionale e riconosciuto dallo stesso Partito Democratico come elemento chiave attorno al quale far ruotare l'intera proposta.
Il tentativo che sarà fatto in questi giorni sarà quello di ottenere la sede legislativa nella 7^ Commissione del Senato onde evitare il passaggio in aula e si tenterà inoltre di uniformare i testi presenti per ottenerne uno valido e condiviso da tutte le parti. CNA ha mostrato come sempre il principale interesse nell'eliminare le disparità di trattamento tra chi ha svolto esperienze prima del termine del dicembre 2001 e chi dopo ha svolto regolarmente dei lavori assurdamente non riconosciuti dalla attuale versione dell'art. 182 del Codice dei Beni Culturali.
Inoltre CNA mira a riconoscere i validi percorsi formativi sviluppati da Enti ed Istituti pubblicamente riconosciuti, oltre a pretendere la possibilità di continuare a qualificarsi fino all'entrata a regime del sistema posto in essere dalla Disciplina di Qualificazione suddetta.
Se sarà necessario ed in accordo con le parti politiche interessate, per meglio spiegare le proprie posizioni e le prospettive future della categoria, CNA chiederà audizione alla medesima Commissione.
Si ritiene ovvio che, qualora quest'ultimo tentativo di equilibrio e di concertazione risultasse vano, CNA sarà in prima linea nella protesta contro l'approvazione di qualsivoglia modifica legislativa che non vada nella direzione della tutela del lavoro svolto da centinaia e centinaia di restauratori di fatto già riconosciuti.
Non é infatti pensabile che in un periodo di necessarie liberalizzazioni e chiaro attacco a sistemi corporativi e lobbistici, si proceda in direzione opposta ed in antitesi ai principi di concorrenza, cercando di costituire per legge una sorta di albo e quindi un chiaro manipolo di poche centinaia di eletti chiamati a gestire il più importante patrimonio storico artistico al mondo.

