L'industria culturale italiana, particolare definizione che descrive il panorama delle imprese che lavora nell'ambito della cultura a tutto tondo, in base ad una ricerca svolta dal Ministero dei Beni Culturali, rappresenta il 9% del prodotto interno lordo e secondo altri studi viene considerata una quota ancora maggiore.Tale enorme comparto sta vivendo un periodo di particolare crisi e per assurdo, oltre ad una crisi di risorse, si tratta pressoché di una crisi strutturale che affonda le radici proprio in una modifica di alcuni valori e principi da sempre fondanti la nostra nazione. Il sistema paese investe sempre meno in attività culturali pur vantando il più importante patrimonio artistico-culturale al mondo e non soltanto da un punto di vista materiale, quanto per l'insieme di saperi e tradizioni oltre che di expertise di cui è ricco il nostro territorio e le nostre comunità.
Il mondo culturale non andrebbe soltanto sovvenzionato in termini finanziari, irrorando di risorse associazioni e fondazioni, bisognerebbe innanzitutto avviare un processo di modifica dei paradigmi che governano determinate logiche troppo poco legate ad obiettivi di lungo termine o a sinergie tra comparti: primo fra tutti con il turismo o con l'industria alimentare. Bisognerebbe avviare processi sinergici che mettano a sistema pratiche ed economie, che leghino l'istruzione ed il mondo accademico con attività imprenditoriali atte ad arricchire il nostro patrimonio e la nostra storia. Non è pensabile delegare le attività culturali ad iniziative spot e comunque gestite in esclusiva da enti pubblici o associazioni senza scopo di lucro. E' necessario trasmettere che dalla cultura, soprattutto in un paese come il nostro, si avviano attività imprenditoriali, si da lavoro a persone, si agevolano enti e si arricchisce il capitale umano di una nazione tutelandone l'eredità. E' importante avvalorare le tesi di un forte connubio pubblico/privato in questo settore dove il sistema paese deve necessariamente investire per la crescita socio-economica e per la tutela ed il vantaggio delle future generazioni.
Sono numerose le imprese che lavorano nell'ambito culturale, dal restauro, all'informatica, alla comunicazione e promozione, alla logistica e trasporti ed a tutte quelle micro imprese che gestiscono teatri, siti archeologici, musei, che sviluppano attività con costanza per la promozione di un territorio, di un patrimonio, di una nazione.
In seno alle attività di CNA Artistico e Tradizionale si è allora deciso di dare voce alle istanze di questo importante comparto a cui, lo stesso artigianato d'arte e di tradizione appartiene. Si è pensato dunque di raccogliere sul territorio tutte le esperienze presenti che come sistema CNA si portano avanti o si sostengono e provare a fare una rassegna nazionale di attività. Fare sistema è da sempre l'obiettivo ed il surplus che CNA offre alle imprese, il tentativo quindi di mettere in un contenitore nazionale tutte le attività sul territorio, le esperienze che dallo stesso derivano e le persone che necessitano di rappresentanza e visibilità afferenti all'industria culturale, caratterizza questa azione.
Si è dunque deciso di dare voce a queste istanze, e di iniziare a fare una rassegna delle attività esistenti, nel corso di una riunione che si terrà al Teatro Comunale di Bologna il 14 ottobre 2011 alle ore 11.00.
La riunione sarà ospitata all'interno delle attività di CNA NeXT - "Organismi: Il festival dell'intelligenza collettiva", l'evento promosso dai giovani imprenditori di CNA che inizierà proprio il venerdì 14 ottobre e che terminerà il giorno seguente. All'interno di tale evento, sabato 15 ottobre 2011 alle ore 11.00 è prevista una sessione denominata "La cultura come organismo" con la partecipazione di importanti ospiti ed alla quale sarà possibile assistere.
Qui di seguito il link alla pagina web dell'iniziativa. www.cnanext.it

