Dopo la presentazione del maxi mendamento del Governo al DDL di Stabilità, che quest'anno ha sostituito la vecchia legge finanziaria, si evidenziano diverse criticità che interessano il nostro settore.
il Governo pare intenzionato a non prorogare le agevolazioni per il risparmio energetico (55%), mentre c'era chi ha sostenuto in questi mesi la necessità di estenderlo ad altre questioni quale l'adeguamento sismico degli edifici;
a non rimuovere -o quantomeno ridurre- la ritenuta d'acconto del 10% sui bonifici per i lavori incentivati (36 e 55%), che sta provocando un'ulteriore riduzione della liquidità delle nostre imprese;
ed a non estendere alle imprese artigiane dell'edilizia la possibilità di utilizzare la CIG in deroga, malgrado le nostre imprese siano assoggettate allo stesso prelievo di quelle industriali;
mentre l'allungamento a 5 anni della possibilità di non pagare l'IVA sugli immobili invenduti è stato accolto solo parzialmente (solo per gli immobili destinati ad uso abitativo).
Questo pone seri problemi ad un settore che, come certificato dall'ultima analisi congiunturale presentata dal CRESME a Verona l'altro ieri, è da più di tre anni sotto la morsa di una crisi congiunturale che non ha precedenti nel secondo dopoguerra!
Per questo abbiamo avviato nei giorni scorsi la ripresa dell'iniziativa degli Stati Generali delle Costruzioni, insieme a tutte le sigle del settore -tranne Confapi-, prevedendo una manifestazione unitaria che si terrà a Roma nella mattinata del 1° dicembre prossimo, davanti a Montecitorio.Anche se i tempi della discussione parlamentare sono strettissimi (entro stasera scade il termine, fissato ieri, per la presentazione dei subemendamenti), riteniamo che sarebbe importante che chiunque ne ha la possibilità si attivi nei confronti dei parlamentari di riferimento (il provvedimento al momento è all'esame della Camera ma tra qualche giorno verrà traserito al Senato, chiedendo di sostenere le nostre proposte al fine di ampliare per quanto possibile il consenso su di esse tra i parlamentari di tutti gli schieramenti.
Il Governo pare intenzionato a non prorogare le agevolazioni per il risparmio energetico (55%), che insieme agli incentivi del 36% per le ristrutturazioni sono stati uno dei pochi interventi che hanno aiutato il settore in questi mesi; e ciò mentre c'era chi ha sostenuto non senza ragione la necessità di estenderlo ad altre questioni quale l'adeguamento sismico degli edifici; ed a fronte di un obiettivo di riduzione delle emissioni in atmosfera del 20% in dieci anni, che, così diviene solo un miraggio per il nostro Paese.
A non rimuovere -o quantomeno ridurre- la ritenuta d'acconto del 10% sui bonifici per i lavori incentivati (36 e 55%), che sta provocando un'ulteriore riduzione della liquidità delle nostre imprese.
Ed a non estendere alle imprese artigiane dell'edilizia la possibilità di utilizzare la CIG in deroga, malgrado le nostre imprese siano assoggettate allo stesso prelievo di quelle industriali Dopo la presentazione del maxi mendamento del Governo al DDL di Stabilità, che quest'anno ha sostituito la vecchia legge finanziaria, si evidenziano diverse criticità che interessano il nostro settore.
Mentre l'allungamento a 5 anni della norma sull'IVA per gli immobili invenduti, che è stata accolta solo parzialmente (solo per gli immobili destinati ad uso abitativo).
Questo pone seri problemi ad un settore che, come certificato dall'ultima analisi congiunturale presentata dal CRESME a Verona l'altro ieri, è da più di tre anni sotto la morsa di una crisi congiunturale che non ha precedenti nel secondo dopoguerra!
Per questo abbiamo avviato nei giorni scorsi la ripresa dell'iniziativa degli Stati Generali delle Costruzioni, insieme a tutte le sigle del settore -tranne Confapi-, prevedendo una manifestazione unitaria che si terrà a Roma, davanti a Montecitorio, nella mattinata del 1° dicembre prossimo.
Anche se i tempi della discussione parlamentare sono strettissimi sarebbe importante che chiunque ne ha la possibilità si attivi nei confronti dei parlamentari di riferimento (il provvedimento al momento è ora all'esame della Camera ma tra qualche giorno verrà trasferito al Senato, chiedendo di sostenere le nostre proposte (in gran parte condivise da RETE Imprese Italia e dalla stessa Confindustria) al fine di ampliare per quanto possibile il consenso su di esse tra i parlamentari di tutti gli schieramenti.

