Riciclare abbigliamento diventa un’attività commerciale che riscuote sempre maggiore attenzione. Ryohin Keikaku (la società di Muji), il Gruppo Aeon, Marui, Edwin, Radish-boya ed Americaya hanno unito le proprie forze in un’iniziativa per il riciclaggio chiamata Fuku-Fuku (in giapponese “fuku” vuol dire vestito). Sul sito web dedicato al progetto ( www.fukufuku-project.jp ) viene spiegato che il Giappone brucia attualmente l’85% circa dei 2 milioni di tonnellate di rifiuti dell’abbigliamento prodotti ogni anno. Per far fronte al problema, dal primo giugno i vecchi abiti possono essere recapitati presso 360 negozi gestiti dai membri del progetto per essere riciclati in bio-etanolo. Le operazioni relative all’iniziativa sono gestite da Jeplan – Japan Environment Planning ( www.jeplan.co.jp ) – che è anche alla ricerca di nuovi partner.
Tra le altre notizie apparse recentemente sullo stesso argomento desta interesse quella di Wacoal, che ha reso noto che la sua campagna per il riciclo di reggiseni in RPF (Refuse Paper & Plastic Fuel) si va affermando sempre di più. La campagna, lanciata il 12 febbraio (giornata del reggiseno) e durata fino al 22 aprile (giornata mondiale della Terra), ha portato alla raccolta di 13.632 capi presso i negozi Wacoal in cambio di borse realizzate con materiale riciclato. Wacoal afferma che in totale, nei mesi recenti, sono stati donati circa 50.000 reggiseni.

