In Consiglio dei Ministri una bozza del decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2009/28/CE che rischia di bloccare lo sviluppo delle energie rinnovabili e penalizza l’attività delle piccole imprese del settore
Nella nuova stesura dell'art. 23 (comma 11, lettera d), si specifica che "nel caso di raggiungimento anticipato dell’obiettivo specifico per il solare fotovoltaico, fissato a 8.000 MW per il 2020 (...) è sospesa l’assegnazione di incentivi per ulteriori produzioni da solare fotovoltaico fino alla determinazione, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di nuovi obiettivi programmatici e delle modalità di perseguimento...".
In pratica un brusco stop, peraltro retroattivo, degli incentivi al fotovoltaico, una volta raggiunto il tetto di potenza incentivabile di 8.000 MW (erano già quasi 7000 a fine 2010). La norma, se venisse approvata con questa stesura, determinerebbe uno stallo della filiera e delle imprese che hanno già investito o mutato la propria attività in tale ambito e non risolverebbe il problema della copertura dei costi per l’incentivazione delle fonti rinnovabili. Giova sottolineare che le modifiche introdotte all'art. 23 non erano state sollecitate dai pareri delle competenti commissioni parlamentari e, di conseguenza, vanno lette come una autonoma iniziativa del Governo.
L'articolato non risolve nemmeno i problemi e le criticità da noi avanzate in relazione all'art. 13 (Sistemi di qualificazione degli installatori). Rispetto al testo precedente, le uniche modifiche introdotte sono riferite:
- alla decorrenza (dal 31.12.2012 al 1.8.2013) dalla quale i requisiti professionali di cui alla lettera c) dell'art. 4, comma 1 del DM 37/08 si intendono rispettati qualora il titolo professionale ed il periodo di formazione siano coerenti con quanto previsto dall'allegato 4 del decreto legislativo;
- al fatto che ENEA, per favorire l'omogeneità degli aspetti formativi, metterà a disposizione di Regioni e Provincie autonome degli schemi di programma di formazione.
Se domani il Consiglio dei Ministri approvasse il decreto legislativo nella stesura attuale tutto il settore delle energie rinnovabili, che in questi anni ha prodotto ricchezza e migliaia di nuovi posti di lavoro, subirà forti ripercussioni negative senza considerare la non risoluzione, con l'apertura di probabili contenziosi giudiziari, delle problematiche relative alla qualificazione degli installatori che, per come è prevista dal dlgs, sarebbe in palese contraddizione con il sistema attualmente vigente (DM 37/08).

