Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, lo “sfogo” di un nostro imprenditore sul problema, che la politica non vuole risolvere, delle attività post-contatore che i monopolisti dell’energia svolgono a danno della categoria degli installatori
Premessa
I mercati dell’energia, nonostante il completamento del processo di liberalizzazione, sono ancora caratterizzati dalla presenza di pochi operatori che agiscono in regime di mono/oligopolio anche nelle attività per le quali esiste un regime di libera concorrenza, in particolar modo in quelle di vendita e nelle cosiddette attività post – contatore. Tale condizione è determinata principalmente dalla presenza di una solida posizione dominante per quegli operatori che gestiscono monopoli tecnici e parallelamente svolgono attività in regime di libera concorrenza. La posizione dominante di tali operatori da un lato ostacola il realizzarsi dei benefici, in termini di minor costo e maggiore qualità del servizio, di cui i consumatori di energia avrebbero dovuto beneficiare a seguito della liberalizzazione del mercato e dall’altro costituisce un fattore fortemente penalizzante per le PMI e le imprese artigiane che operano, in una condizione di evidente debolezza, nelle attività post-contatore. Gli operatori che gestiscono monopoli tecnici detengono infatti elementi informativi e conoscitivi derivanti dall’attività svolta in concessione che utilizzano per operare nelle attività a valle della filiera energetica, escludendo dal mercato le imprese concorrenti.
La legge 46/2007 di conversione del D.L. 10/2007, all’art. 4 comma 3, ha modificato il comma 34 art. 1 della legge 239/2004, eliminando il divieto, per le aziende operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas naturale che hanno in concessione o in affidamento la gestione di servizi pubblici locali ovvero la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni infrastrutturali, di operare nei servizi post-contatore.Diviene pertanto sempre più urgente la necessità di un intervento legislativo che contribuisca a:
- eliminare le barriere alla concorrenza nei mercati energetici prevedendo forme di separazione proprietaria tra le diverse attività della filiera energetica, ed in particolare tra le imprese che gestiscono attività in regime di monopolio tecnico e quelle che svolgono attività in regime di libera concorrenza;
- limitare il vantaggio competitivo che le imprese che operano in regime di monopolio tecnico hanno nei confronti delle piccole imprese che operano in regime di concorrenza con particolare riferimento ai servizi post contatore, introducendo limiti per tali imprese monopoliste all’esercizio, nel territorio cui la concessione o l'affidamento si riferiscono e per la loro durata, in proprio o tramite società collegate, partecipate o con cui abbiano stipulato contratti di franchising, di attività in regime di concorrenza nel settore dei servizi post-contatore rivolti agli stessi utenti del servizio pubblico e degli impianti.
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DAVIDE E GOLIA
Sia in Tv che sui rotocalchi, sta girando in questi giorni un cartone animato dell’ENI reclamizzante servizi/tariffe che propone ai propri clienti il cambio della caldaia anche con pagamento in bolletta attraverso un suo franchising .
E’ evidente che in questi casi i gestori di servizi essenziali, come appunto il gas e l’energia elettrica, finiscono ovviamente con l’utilizzare i vantaggi del monopolio di cui godono facendoci una concorrenza sleale quando trasferiscono tutta la loro forza economica e d’immagine sul mercato soggetto alla libera concorrenza: la loro è una posizione di vantaggio derivata dalle informazioni sui bisogni degli utenti che non ha eguali con la “chicca” di inglobare il costo del “ servizio “ in bolletta !
Il “buffo” è che l’Autorità per l’energia con la Delibera 40/04 ha assegnato proprio ai distributori del gas il compito di controllare documentalmente la sicurezza dell’impianto gas dell’utente: siamo al paradosso con il controllore che controlla se stesso!! Naturalmente non è l’ENI che verrà in casa del cliente materialmente a compiere la sostituzione. No, saremo ancora noi piccoli artigiani ai quali l’ENI ha riservato ”lauti guadagni” conscia delle difficoltà creditizie e della mancanza di commesse che contraddistinguono il nostro settore in questo momento di crisi. In pratica ci verrano proposte condizioni capestro da non coprire neanche le spese come già è successo.
“ Ma dai lo sanno tutti che gli idraulici “ guadagnano una barca di soldi” : era ora che qualcuno avesse la mano ferma con loro! “
Sarà, ma di fatto quelli che di noi aderiranno- perché “strozzati” – sacrificheranno soprattutto quello che costa di più e cioè la SICUREZZA degli impianti: già adesso per far capire ad un cliente che ci vuole una canna così e non “ cosà “ o un’apertura di ventilazione di 400 cm2 e non una griglia tonda da 100 cm2 come ha la vicina di casa, si diventa matti !! Il fatto è che se devo star dentro a “quel prezzo”, farò un “pezzo di carta“ perché tutti stiano zitti (tanto nessuno Ente controlla) e non un vero e sicuro intervento con una coerente Dichiarazione di Conformità (e già, perché il monopolista manda noi in modo da non avere problemi, che diamine!! )
“Questi argomenti sanno tanto di minestra riscaldata : L’Europa si è già espressa a suo tempo perché anche i monopolisti hanno dei diritti! “
Certo, siamo d’accordo anche noi di liberalizzare i mercati per aver più scelta, più tariffe, più servizi, ma con delle regole: l’Europa non può pensare che io, azienda artigiana o piccola impresa, possa competere con un gigante come l’ENI in un mercato la cui concorrenza è sleale !!
Malgrado i cambi di governi, perdura un’epoca in cui i sacrifici non li devono fare tutti ed in proporzione alle loro sostanze: no, li devono fare i soliti, i “piccoli”, i lavoratori e su di noi “autonomi” la pressione è tale che per sopravvivere veniamo spinti verso la clandestinità ed il lavoro nero e molti cedono a questo ricatto!
Abbiamo bisogno che questi grandi imprenditori monopolisti (a proposito, facile fare l’imprenditore quando si è praticamente monopolista) siano i primi ad aiutarci a spiegare all’utenza come vadano correttamente effettuate certe operazioni apparentemente banali, come il cambio della caldaia, e non lasciare sempre a noi le “patate bollenti“
Mi vengono in mente Davide e Golia di biblica memoria . Sembra proprio che a quel tempo ci fosse una tribù in Canaan, gli Enachiti, alti oltre i 2 metri che per i minuti Ebrei, potevano apparire veri e propri giganti . Davide era un giovinetto determinato e intraprendente ed aveva abbattuto il gigante con una fionda perché l’Eterno degli Eserciti lo aveva sostenuto.
Noi siamo piccoli come Davide e davanti a noi ci sono dei Golia, ma non vogliamo abbatterli.
Ci basta che facciano solo il …….loro mestiere !!

