Indicazioni sullo scenario macroeconomico generale e previsioni su consumi, livelli produttivi, export, import e prezzi del settore mobile in Italia e in altri 60 Paesi
Si è tenuto Venerdì 21 Novembre a Milano il consueto appuntamento col Seminario di Previsione sui mercati dell’arredamento in Italia e nel mondo organizzato da Csil (Centre for Industrial Studies), che fornisce a tutti gli operatori collegati all’industria del mobile importanti indicazioni sullo scenario macroeconomico generale con dati elaborati da Prometeia, e previsioni dettagliate su consumi, livelli di produzione, esportazioni, importazioni e prezzi del settore del Mobile in Italia e in altri sessanta paesi”chiave”.
Il rapporto ha presentato il pre-consuntivo 2008 e le previsioni per il 2009/2010, con uno specifico focus incentrato sull’economia statunitense. Il report nella sua integralità contiene poi analisi più dettagliate relative ai principali comparti: mobile imbottito, mobili per cucina, mobili per la casa e mobili per l’ufficio. Lo studio riconferma purtroppo che il 2009 sarà un anno particolarmente difficile e incerto anche per l’industria mondiale del mobile; ciò nel contesto di un quadro macroeconomico pesantissimo, che evidenzia quantomeno per tutto il 2009 un forte rallentamento della domanda mondiale e un progressivo deterioramento del clima di fiducia.
Una situazione che rende ancor più difficile fare previsioni e che rischia di peggiorare ulteriormente se i provvedimenti di politica economica adottati dai Governi non risultassero sufficientemente rapidi ed efficaci.
Per il settore del mobile, rispetto ad altri comparti manifatturieri, il trend negativo è aggravato dal forte rallentamento del mercato delle costruzioni, con l’esaurirsi di un ciclo favorevole durato diversi anni.
Dopo la stagnazione del 2007,il 2008 si chiuderà per il mobile con una contrazione della produzione pari a circa il 4% a prezzi costanti. Per il 2009 la dinamica proseguirà in negativo con produzione in discesa rispetto allo stesso 2008 a fronte di una domanda mondiale in diminuzione e di una domanda interna a sua volta fortemente condizionata dal calo di fiducia e dalla contrazione effettiva della ricchezza finanziaria e della capacità di spesa delle famiglie.
Al momento attuale le previsioni presentate non contengono elementi concreti per immaginare un miglioramento nella propensione al consumo per il secondo semestre del 2009. Anche sul piano delle esportazioni il 2008 segnala una chiusura d’anno negativa con una contrazione del –3% rispetto al 2007,nonostante l’effetto del deprezzamento dell’Euro nel corso degli ultimi mesi. Siamo infatti in presenza di una involuzione sui mercati tradizionali delle economie avanzate (USA, Europa Occidentale), cui corrisponde anche la quota preponderante di export italiano di mobili,alla quale finora aveva fatto da contrasto la crescita rilevante delle esportazioni sui mercati “emergenti” quali Russia, Ucraina, Romania, Polonia, Medio Oriente.
Occorre ricordare,per capire quanto la crisi della finanza globale abbia inciso sulle potenzialità del settore,che gli Stati Uniti sono stati il motore principale della crescita del commercio mondiale di mobili fino al 2007, ma ora tutto è cambiato;nel contempo l’Italia è stata superata dalla Cina come maggior esportatore mondiale di mobili. Ora,l’aumento di capacità produttiva nei paesi emergenti associata ad un periodo di stagnazione della domanda, sta determinando un eccesso di offerta con pesanti conseguenze sui margini reali dei produttori. Per il 2009 si prevede per il commercio mondiale di mobili una “crescita zero” la quale, peraltro, è legata all’ipotesi che una crescita ulteriore dei consumi si realizzi almeno in Cina e in India.
Non certo migliori potevano risultare i dati previsionali dei produttori di macchine ed accessori per la lavorazione del legno; un settore che dopo un triennio di crescita costante ha registrato nel terzo trimestre dell’anno in corso una contrazione delle vendite di ben il 18% rispetto allo stesso periodo 2007. Il report, per la sua natura, non è ancora in grado di registrare gli effetti reali di questa situazione sul piano occupazionale, ma già i dati presentati dai sindacati nel corso del seminario evidenziano negli ultimi mesi l’aumento esponenziale delle richieste di cassa integrazione relative alle aziende del legno.In questo scenario c’è il rischio di conseguenze particolarmente drammatiche per molte imprese artigiane e Pmi,soprattutto dell’indotto, tenendo presente che il settore del mobile è fatto in Italia per circa l’80% da aziende con meno di 6 addetti. Non sarà purtroppo sufficiente,come in altre fasi economiche,contare sugli elevati standard qualitativi della produzione del mobile “Made in Italy”,se non interverranno contestualmente misure economiche rilevanti a sostegno dei consumi interni delle famiglie.
Per la CNA ha partecipato al Seminario Csil il Responsabile Nazionale di Cna Produzione Giancarlo Gamberini.
Nei prossimi giorni sarà disponibile su richiesta il Rapporto previsionale completo

