CNA Produzione/Nautica si mobilita per evitare i possibili effetti della Direttiva Bolkenstein sulle imprese della filiera
Negli ultimi tempi il tema delle concessioni demaniali marittime è stato al centro dell'attenzione dello Stato italiano e delle amministrazioni locali, creando forti preoccupazioni agli operatori a seguito di una "procedura d'infrazione" avviata dalla Commissione Europea contro lo Stato italiano per violazione della norma comunitaria in materia di concessioni di servizi (Direttiva Bolkenstein) e che contesta la legittimità del cosidetto "diritto d'insistenza" sancito dall'art. 37 del Codice della navigazione italiano, consistente nell'attribuire priorità, a scadenza, all'attuale concessionario nel riassegnare la concessione stessa.Tale principio, sostiene la Commissione, non sarebbe compatibile col diritto comunitario in materia di libera concorrenza. In sostanza alla sua scadenza la concessione dovrebbe essere riassegnata con procedure d'evidenza pubblica garantendo il rispetto dei principi concorrenziali.
All'avvio della procedura d'infrazione lo Stato italiano ha poi risposto in sede di Decreto "Milleproroghe" con una sorta di moratoria che stabiliva uno "status quo" fino al 2015 e con la contestuale abrogazione del controverso art. 37. La Commissione Europea ha preso atto di tale modifica, ma ha espresso ulteriori profili di illegittimità in relazione alla durata delle concessioni, per cui la procedura, allo stato attuale, non si può ancora considerare conclusa. In seguito, con una nota del 6 Maggio 2010, il Ministero dei Trasporti ha fornito ulteriori indirizzi interpretativi, stabilendo tra l'altro che le concessioni interessate a queste modifiche normative sarebbero solo quelle con finalità "turistico-ricreative". Questi chiarimenti, sebbene importanti, non hanno tuttavia del tutto tranquillizzato gli operatori del settore nautico in quanto esistono sul mercato concessioni relative ad attività di produzione e di servizio che rientrano in senso lato nel demanio turistico ricreativo.
Come opportunamente afferma Luca Sampietro, imprenditore del settore e referente nazionale in seno alla Presidenza dell'Unione CNA Produzione per la cantieristica nautica, potrebbero rivelarsi pesantissimi gli effetti di un'applicazione burocratica e impropria della Direttiva Bolkenstein sulle piccole aziende concessionarie della filiera. "E' evidente infatti" sostiene Sampietro, "che per imprese operanti nella cantieristica, nel rimessaggio, nelle attività di manutenzione e refitting delle imbarcazioni, che comportano strutture fisse non amovibili e soprattutto forti investimenti con periodi d'ammortamento molto lunghi, occorre poter contare su concessioni "certe" e rilasciate per un arco temporale adeguato, almeno ventennale. Queste aziende non possono restare in balia di dubbi interpretativi sull'applicazione delle norme, o di possibili ricorsi e vertenze di varia natura".
In sostanza occorre riaffermare fino in fondo un principio riconosciuto formalmente dalla stessa Commissione Europea, quello cioè di proporzionalità, per cui la concorrenza deve contemperarsi con l'equilibrio finanziario e la durata della concessione deve essere commisurata ai tempi effettivamente utili per ammortizzare e remunerare i capitali investiti.
Sulla base di queste considerazioni CNA Produzione si è attivata nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti inviando uffiucialmente, con il supporto dei propri consulenti legislativi/giuridici, una memoria con la richiesta di un parere interpretativo (vedi allegato). Successivamente verranno avviate se necessario ulteriori iniziative sia su scala territoriale che nei confronti della stessa Commissione europea.

