Segnalate le difficoltà delle Scuole Nautiche in seguito di alcune disposizioni contenute nel Decreto Ministeriale
Si è tenuto Martedì 16 Giugno presso il Ministero Dei Trasporti un incontro col Direttore Generale del trasporto Marittimo, Lacuale e Fluviale Dott. Enrico Maria Puja per esporre ufficialmente al Ministero le gravi difficoltà in cui si stanno trovando diverse Scuole Nautiche associate a seguito di alcune disposizioni contenute nel Decreto Ministeriale sul regolamento Attuativo del Codice della Nautica da Diporto entrato in vigore dallo scorso Dicembre.
Esse riguardano la disciplina delle scuole nautiche e,più in particolare,le procedure e modalità per il rilascio delle patenti nautiche. Un'articolo del decreto in questione, il n.42,dispone infatti che le scuole nautiche presentino le domande di ammissione all'esame per i propri candidati esclusivamente presso l'autorità marittima o l'ufficio della motorizzazione civile corrispondenti alla giurisdizione in cui le medesime scuole nautiche hanno la propria sede principale.Nel contempo, l'art.47 dello stesso Regolamento ha disposto che i candidati agli esami per il conseguimento della patente nautica devono presentare domanda soltanto presso l'ufficio circondariale marittimo della propria provincia di residenza o presso l'ufficio motorizzazione civile sempre della provincia di residenza o di province limitrofe.
Il combinato di questi due provvedimenti che vincolano in termini di ambito territoriale sia le scuole nautiche che i candidati ha portato ad una compartimentazione forzata del mercato,sicuramente molto discutibile anche sotto il profilo delle regole comunitarie sulla libera concorrenza,che sta generando forti disparità per il sistema delle scuole nautiche italiane, penalizzando soprattutto quelle collocata all'interno di compartimenti marittimi territorialmente poco estesi, vanificandone gli investimenti fatti negli anni passati per qualificarsi ed essere quindi accreditate per servire un'utenza su un mercato più ampio, a livello nazionale o quantomeno interregionale.
CNA Produzione già nei mesi scorsi,avvalendosi della propria struttura di assistenza legale,aveva raccolto il grido d'allarme di molte scuole nautiche che,per questi motivi, rischiano di chiudere l'attività o di ridurla fortemente,affiancandole in una serie di azioni,purtroppo ancora con scarso successo,nei confronti del Tar del Lazio, del Ministero competente e della stessa Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato.
Nell'incontro del 16 Giugno CNA Produzione ha reiterato le sue richieste tese a rivedere urgentemente l'articolato del decreto concernente tali disposizioni,che stanno andando in senso contrario alle stesse intenzioni dichiarate dal legislatore che erano quelle di razionalizzare la distribuzione dei carichi di lavoro nei singoli compartimenti marittimi.

