Riforma fiscale - Il nuovo abuso del diritto, il raddoppio dei termini per l'accertamento e le cooperative compliance

Con il decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 agosto, è stata data attuazione ai principi della legge delega per la riforma fiscale volti a conferire maggiore certezza e stabilità del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, nel perseguimento del generale obiettivo di un sistema fiscale più equo, trasparente ed orientato alla crescita.

Come si legge nella relazione illustrativa, uno degli obiettivi prefissati della legge delega si basava sulla considerazione che, “l’incertezza nella normativa fiscale e nella sua interpretazione, è deleteria per le decisioni di investimento e quindi per la crescita economica, con effetti negativi sulla credibilità e sulla stabilità di medio e lungo periodo della politica tributaria”.

Al fine di dare maggiore certezza al quadro normativo, il decreto in oggetto, affronta tre temi:

  • codificazione normativa del concetto di “abuso del diritto” al fine di delineare meglio il confine tra elusione e lecito risparmio d’imposta;
  • definizione dei casi in cui opera il raddoppio dei termini per l’accertamento delle imposte dirette e dell’IVA in caso di reato fiscale;
  • istituzione del regime di adempimento collaborativo tra Agenzia delle entrate e grandi contribuenti, in fase di prima applicazione, con volume di ricavi o di affari superiore a 10 mld di euro.

Si tratta, in sintesi, di misure tese a limitare la c.d. evasione da interpretazione, ossia l’evasione legata, non già ad un intento doloso finalizzato ad occultare base imponibile o/e imposta, bensì ad un’incertezza del quadro normativo che porta i contribuenti o i loro consulenti ad un’interpretazione delle disposizioni fiscali che spesso risulta differente dalla posizione assunta, ex post, dall’Agenzia delle entrate in sede di eventuale verifica.

La certezza del quadro normativo è quindi condizione necessaria per assumere decisioni di qualsiasi natura relative all’attività d’impresa, anche quando da tali decisioni non scaturiscono risparmi d’imposta. Come si vedrà nell’esame delle singole disposizioni, si tratta di obiettivi non sempre colti dal legislatore della riforma fiscale. A nostro avviso, questo è il caso delle nuove norme in materia di elusione/abuso del diritto. 

Nella Circolare 4 novembre 2015, n. 15 sono stati messi in evidenza i tre diversi temi affrontati dal decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, analizzando, per ognuno di essi, i problemi che li hanno ispirati e le scelte fatte dal legislatore per risolverli.