. Nessuna sanzione per il mini ritardo nell'invio al SDI ma solo in fase di avvio

Con la circolare n. 13/E del 2 luglio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alla fatturazione elettronica, dando risposta ad alcuni dei quesiti sollevati dalla CNA.

Le precisazioni fornite riguardano molteplici aspetti. Tra questi spiccano le risposte fornite in merito ai termini di trasmissione delle fatture al Sistema di interscambio, all’ambito soggettivo di applicazione dell’obbligo della e-fatture per subappaltatori e subcontraenti PA e le regole relative al settore carburanti.

Quanto ai termini di trasmissione delle e-fatture al SdI, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che, sebbene le disposizioni in tema di fatturazione elettronica non deroghino ai termini di emissione dei documenti, che continuano ad essere ancorati al momento di effettuazione dell’operazione (art. 21, co. 4 DPR 633/1972), in fase di prima applicazione dell’obbligo, considerato il necessario adeguamento tecnologico richiesto alla platea dei soggetti coinvolti e le connesse difficoltà organizzative, le fatture elettroniche inviate al Sistema di Interscambio con un minimo ritardo non saranno soggette a sanzioni a patto che il tardivo invio non pregiudichi la corretta liquidazione dell’imposta.

A nostro avviso, sulla base delle disposizione attualmente in vigore, la non coincidenza tra il momento di emissione della fattura elettronica e la trasmissione della stessa al SdI dovrebbe essere prevista e garantita a regime e non solo nella prima fase di applicazione dell’obbligo. Stiamo predisponendo una lettera a nome di Rete Imprese Italia da inviare all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate dove si proverà a condividere questo diverso punto di vista interpretativo. 

Per quanto riguarda l’ambito soggettivo di applicazione dell’obbligo della e-fatture per subappaltatori e subcontraenti PA, entrato in vigore in via anticipata lo scorso luglio 2018, l’Agenzia ha precisato che è obbligato ad emettere fattura tramite il Sistema di Interscambio solo chi opera nei confronti di una stazione appaltante pubblica, chi è titolare di contratti di subappalto (ossia esegue direttamente una parte dello stesso) o riveste la qualifica di subcontraente (vale a dire colui che per vincolo contrattuale esegue un’attività nei confronti dell’appaltatore ed in quanto tale viene comunicato alla stazione appaltante con obbligo di CIG e/o CUP). Sono pertanto esclusi dai nuovi obblighi di fatturazione elettronica i contribuenti che cedono beni a un cliente senza essere direttamente coinvolti nell’appalto principale, come chi fornisce beni all’appaltatore senza sapere quale utilizzo egli ne farà, utilizzandone magari alcuni per l’appalto pubblico ed altri in una fornitura privata. Vi era, inoltre, il dubbio se l’obbligo di emettere fattura elettronica trovasse applicazione anche per le prestazioni rese dalle imprese consorziate al consorzio aggiudicatario di un appalto nei confronti della PA o facente parte della filiera dei contratti di subappalto. Sul punto l’Agenzia ha chiarito che l’obbligo di fatturazione elettronica in capo al consorzio non si estenderà ai rapporti consorzio-consorziate.

Quanto alle tipologie di carburanti in relazione ai quali vige l’obbligo della fattura elettronica, fatto salvo il rinvio al 1° gennaio 2019 per le cessioni di carburante effettuate dagli impianti stradali di distribuzione, l’Agenzia precisa che dal 1 luglio 2018 vanno documentate con fattura elettronica tutte le cessioni di benzina e gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori per uso autotrazione, ossia impiegati nei veicoli che circolano normalmente su strada. Sono conseguentemente escluse dall’obbligo le cessioni di benzina e gasolio destinati, ad esempio, a imbarcazioni, aeromobili, veicoli agricoli di varia tipologia (come i trattori agricoli e forestali).

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