. Positiva la sperimentazione dei nuovi indici di affidabilità fiscale (i.s.a), ma servono due livelli di premialità

Nell’ambito della riunione del 7 marzo 2017 della Commissione degli esperti presso la Sose, sono stati presentati i risultati della sperimentazione su nove attività dei nuovi “indicatori di affidabilità fiscale” (ISA) che andranno a sostituire i relativi studi di settore.

Dai dati presentati, seppur provvisori, emerge un sostanziale recepimento delle richieste avanzate dalla stessa CNA che erano state ufficializzate già da tempo in un documento presentato da Rete imprese Italia al Vice Ministro dell’Economia e Finanze Luigi Casero  (News tributaria 12 febbraio 2016, n. 13)

oltre a confermare la nuova metodologia di costruzione già nota dallo scorso settembre (cfr News tributaria 26 settembre 2016, n. 79) e che porterà all’introduzione dell’indice di affidabilità per le imprese con un esito di valutazione sintetica tra un valore minimo di 1 e un valore massimo pari a 10, sono stati anticipati i possibili scenari futuri che rispondono alle ns richieste di massima trasparenza e compliance.

Ne è riprova la messa a disposizione di ogni contribuente, all’interno del suo Cassetto fiscale, oltre ai già noti esiti degli studi di settore applicati negli anni precedenti, di nuove reportistiche di analisi economica/aziendale. Saranno infatti messe a disposizione dell’impresa, oltre al suo “indice di affidabilità” anche i report di analisi del settore di riferimento dell’impresa consentendogli così di cogliere i punti di forza e di debolezza dell’impresa stessa rispetto alle performance delle altre imprese dello stesso settore.

Nello specifico sarà messo a disposizione un report di analisi economica del settore, un report di audit e benchmark, un report di affidabilità del settore, un report organizzato contenete le “note aggiuntive” formulate dai contribuenti in merito allo studio ed infine il report di affidabilità personale dell’impresa.

Tali elementi consentiranno quindi ad ogni impresa di valutare il rischio fiscale rappresentato dal suo posizionamento tenendo conto del settore di appartenenza, ma anche di valutare di porre in essere le azioni più consone ad un miglioramento delle proprie performance, tenendo conto proprio delle best-practice attuate dalle imprese concorrenti, intervenendo sui fattori e leve sulle quali l’impresa ha margini di miglioramento.

Positivi sono stati inoltre i riscontri sugli esiti della sperimentazione con specifico riferimento agli effetti della premialità. Su quest’ultima infatti dovrà essere basata la cd. compliance che dovrà graduare i benefici in funzione di diversi livelli di premialità che dovranno essere definiti ufficialmente. Per tale effetto occorrerà che il Legislatore riempia di contenuti la scarna normativa introdotta dal Collegato fiscale alla Legge di Bilancio (DL 193/2016). Ciò premesso, i risultati della sperimentazione con riferimento proprio agli effetti del premiale, hanno evidenziato che utilizzando un livello di indice di affidabilità almeno pari a 8 (su 10), la percentuale dei soggetti potenzialmente premiabili rimangono su livelli equivalenti a quelli premiati/premiabili con il vecchio studio di settore di riferimento.

Ad esempio,

  • nello studio relativo alla Produzione di panetteria (rif. D12U) il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 22,9% dei soggetti a fronte del 16,8% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore, in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 24,6% la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati;
  • nello studio relativo alla Fabbricazione di calzature (rif. D08U), il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 36,0% dei soggetti a fronte del 26,5% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore; in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 35,4% la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati;
  • nello studio relativo al Commercio al dettaglio di abbigliamento calzature e pelletterie (rif.M05U), il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 19,32% dei soggetti a fronte del 14,48% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore; in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 18,63% la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati;
  • nello studio relativo alla Manutenzione e riparazione di autoveicoli (rif. G31U), il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 28,13% dei soggetti a fronte del 11,12% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore; in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 20,76% la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati;
  • nello studio relativo ai servizi di ristorazione (rif. G36U),, il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 20,9% dei soggetti a fronte del 7,98% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore; in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 14,44 la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati;
  • nello studio relativo al commercio all’ingrosso di macchinari e attrezzature (rif.M84U), il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 36,45% dei soggetti a fronte del 32,94% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore; in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 42,25% la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati

La sperimentazione ha altresì riguardato l’attività degli amministratori di condominio, sia in forma d’impresa che di lavoro autonomo (rif.K16U) e le attività professionali degli studi di ingegneria (rif.K02U).

Si tratta solo dei risultanti emersi dall’applicazione del primo indice di premialità che, probabilmente, potrebbe essere fissato ad un valore pari ad 8. A nostro avviso oltre a tale indice che riprodurrà, nella sostanza, i benefici normativi previsti dall’attuale premiale previsto per gli attuali studi di settore, deve essere previsto un ulteriore livello di premialità, in base al quale l’impresa viene messa comunque in coda alle liste di controllo da parte dell’Agenzia delle entrate. Solo in questo modo i nuovi studi settore, oltre ad essere uno strumento che assegna dei premi riconoscendo l’affidabilità dell’imprenditore, manterrebbero la caratteristica di strumento di selezione delle imprese più affidabili.

Terminata quindi la sperimentazione, saranno ora programmate le riunioni di approfondimento dei 70 studi di settore che saranno costruiti nel 2017 con la nuova metodologia (15 manifatture, 17 servizi, 29 commercio e 9 professioni). Fondamentale sarà quindi il monitoraggio e l’analisi delle diverse fasi che porteranno alla costruzione del nuovo strumento. Vista l’innovazione metodologica e i diversi risultati dell’applicazione (indice di affidabilità e non più ricavi di congruità), occorre la partecipazione attiva da parte di tutti, anche dal territorio, al fine di testare adeguatamente le valutazioni e gli indici di affidabilità affinché possano effettivamente rappresentare al meglio la realtà delle imprese del settore analizzato.

Con riferimento ai vecchi studi che comunque rimarranno applicabili fino alla costruzione del nuovo strumento, la Commissione ha approvato l’aggiornamento delle territorialità generali a livello comunale applicabili al periodo d’imposta 2016. Ciò è stato necessario al fine di cogliere l’istituzione di nuovi comuni derivanti dalla fusione/accorpamento di quelli esistenti o dalla modifica degli stessi. Sono state altresì aggiornate le territorialità specifiche relativa al livello delle tariffe per i trasporti con Taxi e Ncc (rif.WG72A), quella relativa alle aggregazioni comunali per lo studio delle strutture ricettive (rif.YG44U) e quella della territorialità degli Outlet per lo studio relativo al commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature (rif.YM05U).

Infine, anche per il periodo d’imposta 2016, è stato aggiornato al ribasso il valore soglia minimo dell’indicatore relativo al “costo per litro di benzina o gasolio consumato” applicabile allo studio del trasporto merci (rif.WG68U). Si ricorda che l’anomalia di tale indicatore fu segnalata da CNA già nel corso del 2016 relativamente al periodo d’imposta 2015 (cfr News tributaria 15 settembre 2016, n. 75) e che a seguito della stessa il valore soglia originariamente fissato a 1,26 venne abbassato a 1,15 con riferimento al 2015. Per il 2016, sulla base del prezzo medio nazionale rilevato dal Mise, il nuovo valore soglia minimo sarà pari a 1,05.

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