. Rilevante anzianità di servizio nell'unità di provenienza

Con la circolare 26 luglio 2017, n. 14, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornisce alcuni chiarimenti in merito al requisito dell’anzianità lavorativa presso l’unità produttiva richiesto per l’accesso al trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria.

Tale integrazione salariale è rivolta alle aziende che abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti nel semestre precedente e che debbano affrontare situazioni di crisi o di riorganizzazione aziendale o che stipulino contratti di solidarietà di tipo difensivo.

E’ noto che, per accedere al trattamento di integrazione salariale, i lavoratori debbano possedere, al momento della presentazione delle domande, un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni presso l’unità produttiva (art.1, comma 2, d.lgs. 14 settembre 2015, n. 148). Tale requisito ha lo scopo di evitare che il lavoratore venga trasferito da una unità produttiva all’altra al solo fine di beneficiare dell’integrazione salariale.

Secondo il Ministero del Lavoro, un’applicazione letterale della norma non considererebbe le esigenze aziendali ed, in particolare, la necessità di trasferire i lavoratori da un sito produttivo ad un altro al fine di fronteggiare inefficienze della struttura gestionale, commerciale o produttiva e, quindi, garantire la continuazione dell’attività con la salvaguardia almeno parziale dell’occupazione.

Per tale ragione, secondo la Circolare, ai fini della valutazione del requisito di anzianità di effettivo lavoro non rilevano eventuali spostamenti dei lavoratori da un sito ad un altro, a condizione che entrambi risultino interessati dalla Cigs.

Pertanto, il requisito dell’effettiva anzianità presso l’unità produttiva, dovrà essere verificato da Inps esclusivamente con riferimento all’unità di provenienza e alla data di presentazione dell’istanza di trattamento di integrazione salariale, così come avviene per la verifica del requisito occupazionale.

Ricordiamo che, alla luce della circolare 5 ottobre 2015, n. 24, per giornate di effettivo lavoro si intendono quelle di presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria, ivi compresi i periodi di sospensione per ferie, festività ed infortuni. Parimenti devono essere considerati di effettivo lavoro i periodi di astensione per maternità (C. Cost. 6 settembre 1995, n. 423).

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