. Sostenere la risoluzione del Parlamento Italiano e attestare la non scarsità della risorsa spiaggia

Alla luce delle interrogazioni presentate da europarlamentari di diverso orientamento e, soprattutto, delle risposte fornite dalla Commissione Ue, CNA Balneatori ritiene ancora più importante un intervento rapido del Governo. In linea con la risoluzione approvata dal Parlamento (Risoluzione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno 2018) che ha chiesto all’Esecutivo di proporre al Consiglio Ue soluzioni eque ed efficaci per una corretta interpretazione della Direttiva Servizi, mirate in particolare a escludere dalla sua applicazione le 30mila imprese balneari italiane.

Interpretazione che non potrà che essere coerente con quanto dichiarato appena pochi mesi fa a Roma dal “padre” della Direttiva Servizi, Frits Bolkestein, che ha escluso espressamente dall’ambito di applicazione del provvedimento i balneatori e il commercio ambulante.

La ricerca della soluzione ottimale per l’ormai annosa questione del settore balneare può trovare spunto anche dalle parole dell’eurocommissaria competente.

La signora Elzbieta Bienkowska, rispondendo a una interrogazione di europarlamentari italiani, ha a sua volta sottolineato la necessità di una verifica e di una certificazione della non scarsità del bene spiaggia e della conseguente disponibilità, in assenza della quale non si applica l’articolo 12, comma 1 della Direttiva Servizi e di conseguenza dell’articolo 49 del TFUE.

Attestazione, questa, per riconoscere il legittimo affidamento e di conseguenza restituire la continuità aziendale e la stabilità alle attuali imprese balneari scongiurando aste ed evidenze pubbliche.

Interrogazione Parlamentare del 20 Aprile 2018 clicca qui

Interragazione Parlamentare del 23 Aprile 2018 clicca qui

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