. Cenone: per Natale e Capodanno spenderemo di più rispetto all’anno scorso

La spesa per il cenone della vigilia sale dell'1 per cento, quella di San Silvestro del 2 per cento:

Lo sgombro al posto del salmone, la trota invece della spigola. Gli italiani quest’anno si apprestano a rivisitare la tradizionale cena a base di pesce della sera della vigilia di Natale scegliendo prodotti più economici rispetto a quelli acquistati di consueto.

Per la cena del 24 dicembre, rispetto allo scorso anno, spenderemo mediamente l’1 per cento in più, per quella di San Silvestro il costo aumenta del 2 per cento.La spesa per la cena della vigilia sarà in media di 32,15 euro a persona: poco più di 190 euro per una famiglia composta da sei persone. Questo per un “menu classico” a base di pesce, composto da insalata di mare, un primo piatto, zuppa di pesce, spigola, contorni di patate e di insalata, concluso con frutta fresca e secca e panettone; come bevande vino da tavola doc e spumante per il brindisi, infine caffè e un liquore. 

Per il 31 dicembre chi potrà permettersi le classiche portate del Cenone dovrà prepararsi a spendere poco più di 40 euro a persona per preparare in casa le pietanze: insalata russa, salmone, pasta alle vongole, anguilla, orata, zampone e lenticchie, e poi frutta, frutta secca varia, vino, spumante, panettone, caffè e ammazzacaffè. Per combattere la crisi a tavola aspettando il 2018  ci si può fermare a 27 euro a testa, spendendo il 36 per cento in meno. Nel menu precendente basta sostituire il salmone con le alici marinate, le vongole con un preparato di mare misto, e tagliare la voce “orata” accontentandosi – si fa per dire – solo dello zampone con le lenticchie. Sarete lo stesso più che satolli e avrete brindato all’anno che arriva più consapevoli che non serve sprecare, anzi, per sorridere e condividere la tavola in buona compagnia.

Per un giorno almeno, quello della festa di Natale, gli italiani a tavola senza brutti pensieri di crisi e austerità. Pochi eccessi, è vero. Ma vince la voglia di convivialità e buona tradizione gastronomica, dopo anni di ridotta capacità della spesa alimentare che ha costretto negli ultimi 6 anni, sulla base dell’indagine Nomisma-Demetra sui responsabili familiari degli acquisti di cibo, a cambiare il paniere della spesa (22%) sostituendo l’acquisto di prodotti abitualmente comprati con altri di prezzo inferiore. Mentre il 17% ha fatto una scelta più drastica, riducendo le quantità acquistate.

Ma per Natale gli italiani provano a non stringere la cinghia. Anzi. Le famiglie, spenderanno in totale 2,8 miliardi di euro per la cena della vigilia di Natale. Un rituale da consumarsi in casa per il 91% degli italiani, con una spesa media di 119 euro, in aumento del 14% rispetto al 2016, ma soprattutto un ritorno a livelli che non si vedevano dal 2011 (118 euro). 

Si stima i consumi in aumento del 2% e i consumi di dolci tipici valgono 70 milioni di euro. Per i panettoni e pandoro artigiani, potranno essere raggiunti i risultati del 2008 quando ne furono venduti 120mila quintali per un valore di 240 milioni di euro. E nel mondo del vino, e spumantistico in particolare, si parla di riscossa delle vendite trainate dalla domanda estera e dal risveglio della ristorazione.

 

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