. Esportatore: permane il requisito dello stabilimento nel territorio doganale dell’UE

Semplificati i requisiti che devono essere soddisfatti da parte degli operatori commerciali per essere qualificati come soggetti esportatori. Permane tuttavia il requisito dello stabilimento all’interno del territorio doganale dell’Unione Europea. Si tratta di uno dei vari aspetti messi in evidenza nella nota n. 112029 dello scorso 15 ottobre dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’Agenzia ha fornito un quadro riepilogativo delle novità previste in materia di regimi doganali a seguito delle modifiche apportate al regolamento UE n. 2246/2018.

 

Con la nota prot. n. 112029/RU dello scorso 15 ottobre, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fornito un quadro riepilogativo delle novità previste in materia di regimi doganali a seguito delle modifiche apportate al regolamento UE n. 2246/2018.

Diverse le precisazioni fornite a tal proposito dall’Agenzia, quali ad esempio quelle attinenti al regime di ammissione temporanea, al perfezionamento attivo, alla posizione doganale delle merci, al regime di transito esterno, alla definizione di esportatore, al luogo approvato ai fini della presentazione in dogana e alla custodia temporanea delle merci.

Orbene, con specifico riferimento alla definizione di esportatore e al luogo approvato per la presentazione in dogana delle merci va evidenziato quanto segue.

Esportatore: definizione semplificata

Le modifiche apportate dall’art. 1 del regolamento delegato UE 2018/1063 al contenuto dell’art. 1, punto 19, del RD hanno di fatto semplificato i requisiti che devono essere soddisfatti da parte degli operatori commerciali per essere qualificati come soggetti esportatori.

L’Agenzia infatti ha evidenziato che, per quanto attiene il privato, tale soggetto può essere definito esportatore solamente nel caso in cui siano contenute nei propri bagagli personali le merci che deve far uscire dal territorio doganale dell’Unione Europea.

Per quanto concerne gli altri soggetti (ossia gli operatori commerciali) si definisce esportatore:

- “la persona stabilita nel territorio doganale dell'Unione che ha la facoltà di decidere e ha deciso che le merci devono uscire da tale territorio doganale”;

- ovvero, qualora la precedente ipotesi non ricorra, “qualsiasi persona stabilita nel territorio doganale dell'Unione che è parte del contratto in virtù del quale le merci devono uscire da tale territorio doganale”.

Rimane fermo, per gli operatori commerciali, il soddisfacimento del requisito relativo allo stabilimento all’interno del territorio doganale dell’UE del soggetto che è intenzionato ad assumere la qualifica di esportatore.

Si tratta, come rilevato dall’Agenzia delle Dogane, di requisiti meno stringenti rispetto a quelli previsti in epoca antecedente.

A titolo esemplificativo, nella versione precedente del RD 2446/2015 veniva richiesto che, per assumere la qualifica di esportatore, l’operatore commerciale fosse titolare di un contratto concluso con il soggetto destinatario, stabilito all’interno del Paese terzo

Ora, invece, è necessario far riferimento alla facoltà di decidere che le merci debbano uscire dal territorio doganale.

Il soggetto che esercita la facoltà di decidere può essere:

- direttamente l’esportatore;

- ovvero la persona stabilità all’interno dell’Unione Europea che costituisce parte del contratto in base a cui le merci devono uscire dall’Unione Europea (ad esempio l’acquirente).

In ragione della nuova definizione di soggetto esportatore contenuta all’interno del RD, non possono essere più applicate le istruzioni contenute nella nota del 7 luglio 2016 prot. n. 70662.

Dichiarazione doganale: casella 2

Nella dichiarazione doganale, casella 2, non è più possibile indicare come speditore un soggetto non stabilito all’interno del territorio doganale dell’Unione Europea.

Precedentemente alle modifiche apportate, tale tipologia di soggetto poteva essere indicato a condizione che la dichiarazione doganale fosse presentata da un rappresentante stabilito nella UE che agiva in rappresentanza indiretta, assumendo la veste di dichiarante.

Persona giuridica stabilita nell’Unione Europea

Il Codice Doganale dell’Unione ha definito specifici criteri per stabilire se un soggetto giuridico è stabilito all’interno dell’Unione Europea.

Un soggetto giuridico è stabilito nel territorio UE qualora abbia, anche alternativamente, nel suddetto territorio:

- una sede statutaria;

- l’amministrazione centrale;

- una stabile organizzazione.

Luogo approvato e termine per la dichiarazione delle merci per il regime doganale

Le modifiche apportate al Regolamento UE n. 2446/2015 hanno tra l’altro interessato anche il termine entro il quale le merci presentate nel “luogo approvato” vanno dichiarate per un regime doganale.

Precedentemente era previsto che le merci dovessero essere dichiarate entro un giorno dalla loro presentazione.

Ora, a seguito delle modifiche in questione, è possibile dichiararle entro tre giorni per il regime doganale.

Il termine viene addirittura esteso a sei giorni nell’ipotesi in cui il gestore del luogo approvato sia altresì un soggetto titolare dello status di destinatario autorizzato per il transito.

Documenti Allegati: 
Area Tematica: