. Gli italiani amano il pollo

 Negli ultimi cinque anni i consumi di carni avicole sono aumentati del 24%. E per il 54% della popolazione pollo e tacchino sono oggi la principale fonte di proteine. Sono alcune delle indicazioni emerse dall’indagine Ipsos 

Nelle abitudini di consumo alimentare, sempre più orientate alla scelta di prodotti ad alto contenuto di servizio, con garanzie di qualità, sicurezza e con un occhio alla salute, la carne bianca ha scalato i gradini delle preferenze degli italiani, che affermano di aver aumentato i consumi di pollo e tacchino del 24% negli ultimi cinque anni.

Dall’indagine Ipsos presentata nel corso dell’Assemblea di Unaitalia è emerso che per la maggioranza della popolazione, il 54% degli italiani, pollo e tacchino sono ormai diventate la principale fonte di proteine. La carne bianca è l’unica fonte proteica di origine animale che vede aumentare i consumi e ha affiancato legumi e prodotti vegetali nelle abitudini alimentari degli italiani.

I consumi complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili, poco al di sotto dei 21Kg pro-capite l’anno, con un +0,7%segnato dal segmento del pollo: un risultato che consolida la crescita degli ultimi anni, dopo il +2,4% registrato dai consumi avicoli nel 2016. Il settore d’altra parte continua a creare valore: 5.850 milioni di euro di fatturato nel 2017, in crescita rispetto al 2016 di circa il 7%.

GLI ITALIANI SI FIDANO DEI PRODUTTORI E DELLE RISPOSTE DEL SETTORE: -63% NELL’USO DI ANTIBIOTICI NEGLI ALLEVAMENTI

Un fattore chiave, sempre più rilevante nelle scelte e nei comportamenti d’acquisto dei consumatori, è la fiducia. L’indagine Ipsos conferma che gli italiani si fidano dei produttori avicoli nazionali. Il 70% dichiara di avere un’opinione positiva del settore, il 61% si fida dei produttori avicoli, e il 51% promuove l’impegno sulla sostenibilità. Fiducia che si estende anche a temi etici emergenti e sempre più al centro delle scelte dei consumatori, come il benessere animale. Secondo la ricerca Ipsos, infatti, il 70% degli italiani ha un giudizio positivo o neutro su come vengono allevati gli animali.

La fiducia dei consumatori verso i produttori avicoli italiani trova riscontro nell’attenzione che negli ultimi anni il settore ha dedicato a temi come il benessere animale, l’informazione al consumatore, l’innovazione tecnologica, la qualità e la sicurezza dei prodotti.

Ne è un esempio l’azione di riduzione degli antibiotici negli allevamenti. A partire dal 2015, il settore ha attuato – di concerto con il Ministero della Salute – una politica di riduzione dell’uso dei farmaci, che ne ha permesso un taglio del 63%. Un percorso che il comparto porterà avanti anche in futuro, consolidando la riduzione dell’uso di alcuni antibiotici rilevanti nella medicina umana. 

È MADE IN ITALY IL 100% DEL POLLO CONSUMATO NEL NOSTRO PAESE, MA 6 ITALIANI SU 10 NON LO SANNO

Tutto il pollo che mangiamo in Italia è di produzione nazionale. Quella avicola è l’unica filiera nel panorama zootecnico nazionale che garantisce l’autosufficienza rispetto al consumo interno, con un tasso di approvvigionamento pari al 103%. Tuttavia, molti italiani (il 64% secondo la ricerca Ipsos) non sanno che il pollo che portano in tavola è italiano. In realtà tutta la filiera avicola è 100% italiana. E più della metà di chi non sapeva che tutto il pollo portato in tavola fosse italiano, dice che – acquisita questa informazione – potrebbe consumare più carne bianca.

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