. L'aggiunta Turismo ha un costo per chi produce prodotti biologici

DECRETO 18 luglio 2018, n. 6793 - Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo

 

Disposizioni per l'attuazione dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e n. 889/2008 e loro successive modifiche e integrazioni, relativi alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici. Abrogazione e sostituzione del decreto n. 18354 del 27 novembre 2009.

Tutte le etichette dei prodotti alimentari biologici, Dop e Igp  devono quindi d’ora in poi essere aggiornate aggiungendo la fatidica T finale: unica concessione, la possibilità di esaurire le scorte delle etichette vecchie prima di procedere con la sostituzione.

L’aggiunta di una consonante nell’acronimo del ministero, comporta un impatto significativo per le aziende italiane che producono prodotti Dop e Igp e (oltre 83.000 secondo l'Istat), per le oltre 70 mila aziende del settore biologico e per le 125 mila aziende vinicole. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto, 280 mila aziende saranno obbligate a spendere  risorse per modificare gli esecutivi grafici per la stampa - si stima - di oltre 2 milioni di etichette.

In sostanza con l’entrata in vigore del decreto legge 12 luglio 2018 n. 86 diventa obbligatorio modificare nei prodotti certificati la dicitura “Organismo di Controllo autorizzato dal Mipaaf” (prevista dal Decreto ministeriale 27 novembre 2009, n. 18354) con “Organismo di Controllo autorizzato dal Mipaaft".

Il Presidente nazionale di CNA Agroalimentare ha dichiarato a riguardo: " come CNA agroalimentare abbiamo appreso con soddisfazione che il Ministero delle politiche agricole acquisisse anche le competenze del Turismo. Ma non pensavamo a situazioni come questa per cui le aziende sono obbligate da subito a cambiare etichetta. Sarebbe stato sufficiente indicare che l'obbligo era a partire dal 1 gennaio 2019".