. CNA: no al latte in polvere nei formaggi

PRECISAZIONI DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – primo intervento in risposta alla richiesta di CNA Alimentare

 

La norma contestata non ha impedito, negli anni, e non poteva essere altrimenti, vista l’esistenza del mutuo riconoscimento tra i paesi dell’Unione, di far arrivare sul mercato italiano formaggi prodotti partendo dal latte in polvere/disidratato.

L’abrogazione della norma non avrà nessuna ricaduta sui prodotti a denominazione protetta. Per tutelare e distinguere i prodotti lattiero-caseari italiani è possibile fare chiarezza imponendo una diversa denominazione o l’indicazione in etichetta, ma va ricordato che in Europa gli stessi prodotti si chiamano sempre formaggi e prodotti lattiero caseari perché a norma del reg. 853 per «Prodotti lattiero-caseari» si intendono “i prodotti trasformati risultanti dalla trasformazione di latte crudo o dall’ulteriore trasformazione di detti prodotti trasformati”.

La CNA scrive al Ministero delle Politiche Agricole e Sviluppo Economico per chiedere chiarimenti e interventi , dopo che  lo scorso 28 maggio è stata aperta una procedura di infrazione con la lettera di messa in mora che la CE ha inviato all’Italia.( procedura di infrazione è la 2014_4170),  circa il  “Divieto di impiego di latte concentrato o in polvere nelle produzioni latterio –caseario”, con riferimento alla Legge italiana n°138 dell’ 11 aprile 1974 che stabiliva  il divieto di detenzione in magazzino e l’utilizzo di latte in polvere..

Ciò ha determinato una forte preoccupazione tra i prodotti lattiero caseari italiani..

Tutto ha inizio nel 2013 con l’attivazione del cosiddetto “pilot”, quando la CE riceve una denuncia da un’impresa straniera che chiede delle verifiche su questo divieto.

Come da procedura, la CE chiede prima informazioni  all’Italia che risponde il 20 febbraio 2014 e probabilmente la risposta data non sono è stata sufficiente e pertanto, è stata inviata la lettera di messa in mora.

 

La base giuridica sulla quale la CE fa riferimento per la messa in mora è la seguente:

 

-          Art. 34 – 36 del trattato sul funzionamento dell’UE che riguardano il divieto delle restrizioni quantitative tra gli stati membri  http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:12012E/TXT&from=IT

-          DIRETTIVA 2001/114/CE relativa a taluni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato destinato all'alimentazione umana – ALLEGATA

-          REGOLAMENTO (UE) N. 1308/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 dicembre 2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti – ALLEGATA

 

A livello italiano, questa procedura coinvolge due Ministeri: quello dell’agricoltura  e il MISE che non riescono a trovare una posizione comune per rispondere alla CE

 

La questione è delicata, ma non dovrebbe riguardare i nostri prodotti Dop che sono tutelati da altre disposizioni europee, mentre per i prodotti comuni che, nel nostro caso sono comunque prodotti con latte, ci sarebbe la possibilità di produrli con forme quali latte in polvere, latte concentrato… Entrerebbero quindi in circolazione prodotti (italiani e stranieri) con una qualità inferiore e di conseguenza ad un prezzo inferiore.

 

Alcune fonti giornalistiche hanno parlato di un incontro il prossimo 24 luglio tra Italia e CE, ma la RPUE ha smentito la notizia.

 

Per evitare future sorprese CNA Alimentare ha scritto ai due Ministeri per capire le loro intenzioni e come intendono tutelare i nostri prodotti caseari.

 

 

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