. Formazione, chiave di svolta per il futuro

Lunedi 16 aprile a Valenza si è svolto il secondo incontro di presentazione del PROGETTO GOLD,  che ha come finalità quella di far crescere gli artigiani e portare a una vera condivisione dell’esperienza maturata nel tempo. Verranno costituiti dei focus group dedicati ad argomenti specifici e con il coinvolgimento di tutti i distretti orafi, il primo sulla digitalizzazione, per passare al problema del credito, alle partecipazioni fieristiche, tutti appuntamenti accompagnati da un professore dell’Università di Padova che tirerà le fila di ogni tema da portare sotto forma di proposta al Governo.

Tra gli obiettivi anche l’istituzione dei “Competence Center” che agevolino gli incontri tra diversi gruppi di interesse. “Ognuno deve dare il proprio contributo per un progetto condiviso – ha spiegato il Presidente SantoliniDobbiamo valorizzare le nostre competenze e alzare l’asticella altrimenti continueremo in un appiattimento a vantaggio delle grandi imprese.” L’Italia, ha aggiunto Santolini, “possiede delle storie imprenditoriali incredibili e uniche ma spesso poco conosciute o sfruttate. Per esempio dovremmo far vedere la lavorazione nei laboratori e anche questo potrebbe essere un volano economico per le nostre aziende.

Arduino Zappaterra, portavoce Cna Nazionale Orafi, ha spiegato che fino a che non si farà “massa critica” il settore orafo “non conterà quanto dovrebbe ai tavoli che contano. Tavoli che al momento sono irraggiungibili per la categoria ha aggiunto Andrea Santolini, Presidente nazionale Cna artistico e tradizionale, quei tavoli “che il settore deve raggiungere per far capire alla politica il nostro immenso valore“.

L' incontro aperto ha visto anche una ottima partecipazione di orafi e di politici locali. Con estrema schiettezza la Confederazione nazionale artigiani ha analizzato la crisi di questi anni provando a disegnare un futuro diverso. “Il mondo dopo la crisi è cambiato – ha spiegato Zappaterranulla sarà più come prima. Il nostro desiderio è quello che le piccole e medie imprese si evolvessero, che fossero pronte al mondo di domani attraverso un percorso di formazione e una partecipazione reale e forte ai tavoli istituzionali.

Sempre Zappaterra ha chiarito con lucida semplicità la situazione del settore orafo: “Il vostro distretto ha numeri importanti ma il vostro lavoro va in Svizzera e in Francia, ma questo grazie soprattutto ai grandi marchi e occorre lavorare su questo“. È necessario cambiare modo di agire ha raccontato ancora Zappaterra per evitare errori come quelli commessi in passato e quindi “ragionare sul comparto fieristico, la fiera di Valenza era un gioiellino, molto bella, ma non puoi pensare di fare una fiera con solo espositori di Valenza, chi viene?”

Un concetto condiviso dal rappresentante orafi Cna Valenza, Fabrizio Checchin: “Dovremmo fare come nelle Langhe, lì c’è stato un gran lavoro sul vino e sul marchio, lo stesso potremmo fare noi, dovremmo sfruttare molto di più il marchio ‘Made in Italy’ che ancora funziona bene e il Progetto Gold che usa tutti i distretti potrebbe darci un bell’aiuto“. Un lavoro di sinergie dunque già cominciato in parte anche dal Comune di Valenza ha spiegato l’assessore alle attività economiche Massimo Barbadoro che ha illustrato la partnership dell’amministrazione con l’Università per sostenere le imprese e puntare sull’innovazione. Il fine del Progetto è costruire una vera rete di collaborazione spazzando via sospetti e rivalità che hanno indebolito le piccole e medie imprese. I problemi sono tanti ma vanno sollevati e poi risolti. In questo senso i primi contributi sono arrivati, dalla certezza della riscossione dei crediti, alla tutela dei marchi, all’anticipo dell’Imu, come ha spiegato Gilberto Cassola. Ma sono solo alcune delle questioni che devono trovare risposta per trovare la strada giusta, trovare “un percorso reale con gli artigiani, associati e non. Questo è un punto di partenza, è un progetto in crescita.

Il prossimo appuntamento sarà ad Arezzo.

 

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