. Le novità per la circolazione internazionale

ECCO LE NOVITÀ DELLA RIFORMA

 

A seguito di un percorso legislativo lungo e travagliato caratterizzato da tensioni e tanti emendamenti, in data 14 agosto 2017, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la L. n. 124/2017 più nota e chiacchierata, nella sua fase gestazionale, come “DDL Concorrenza”.

Con riferimento alla circolazione dei beni culturali e in generale delle opere d’arte, senza ambizioni di esaustività, può dirsi che le principali novità della novella legislativa sono le nuove soglie di valore e di tempo (dalla realizzazione dell’opera) al di sotto delle quali un’opera d’arte può essere esportata in forza di una semplice autocertificazione da parte della proprietà, l’istituzione di un “passaporto” per le opere d’arte e una nuova disciplina per la circolazione dei beni culturali al di fuori dell’Unione Europea.

La riforma introduce, seguendo l’insegnamento di altre esperienze europee, una soglia di valore economico dell’opera. A differenza di come avviene nelle esperienze che l'hanno ispirata che prevedono soglie diverse a seconda della tipologia di opere1, la soglia di valore introdotta nel nostro ordinamento è unica ed è pari a Euro 13.500. La soglia temporale invece era già prevista ma con la riforma passa da 50 anni a 70 anni dall’anno di esecuzione dell’opera da parte dell’autore defunto.

La soglia prevista per i dipinti in Francia è pari ad Euro 150.000,00, in Germania a Euro 300.000,00 e in Gran Bretagna a 100.000,00 Sterline.

È fatta salva – nel caso le opere e gli oggetti d’arte abbiano più di 50 ma non superino i 70 – la possibilità che i funzionari del competente ufficio esportazione, quando ritengo che le stesse hanno un «interesse artistico, storico, archeologico o Etnoantropologico eccezionale per l’integrità e la completezza del patrimonio culturale della Nazione», possano essere oggetto di procedimento di dichiarazione di interesse culturale.

 

La modifica dell’art. 68 del Codice eleva da 50 a 70 anni l’età dell’opera oltre la quale, se l’artista è scomparso, diviene passibile di provvedimenti di tutela secondo il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.lgs. n. 42/2004).

Sino a ieri il privato che voleva far uscire dall’Italia in via definitiva opere d’arte la cui creazione risalisse a più di 50 anni, doveva chiedere l’autorizzazione all’ufficio esportazione della Soprintendenza.

In sostanza, per quanto possa sembrare lieve, riducendo di vent'anni il potere dello Stato di notificare le opere d'arte create sino al 1947 da un autore non più vivente, si facilitano gli scambi in un segmento, quello dell’arte moderna e contemporanea, che da anni è il settore trainante a livello globale del mercato dell’arte e che coinvolge i grandi maestri premiati in termini di risultati di vendita come Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Alighiero Boetti, Pistoletto, per citarne solo alcuni.

Fatta eccezione per i beni archeologici, gli incunaboli e i manoscritti, le opere di autori non più viventi e la cui esecuzione risalga ad oltre 70 anni se di valore inferiore a Euro 13.500 possono fuoriuscire dal nostro paese senza necessità di una apposita licenza ma con una autocertificazione del proprietario.

2) Sulla scorta del modello francese la riforma ha confermato l’istituto dell’attestato di libera circolazione delle opere d’arte allungandone però la durata da 3 anni a 5 anni.

3) Per quanto concerne la circolazione extra europea dei beni culturali, la riforma ha esteso da 6 mesi a un anno la validità della licenza di esportazione dei beni culturali e da 30 a 48 mesi il termine che può intercorrere dal rilascio dell’attestazione di libera circolazione e il rilascio della licenza.

L'archivio dove mercanti e antiquari registrano le opere vendute è stato trasformato in base ad una disposizione - l’art. 63, comma 2, del Codice dei beni culturali e del paesaggio - in un registro elettronico, che consente alle Soprintendenze la consultazione in tempo reale.

Ci saranno due distinti elenchi: uno per le opere che necessitano di presentazione all’ufficio esportazione; e uno per quelle che non necessitano di tale presentazione per il rilascio dell’attestato di libera circolazione.

Se questa riforma si rivelerà benefica nel rilancio degli investimenti in arte grazie ad una circolazione semplificata delle opere presenti sul territorio italiano nel resto del mondo non possiamo fare altro che stare ad assistere la risposta degli operatori di settore nei prossimi mesi e anni. Sebbene con l’autocertificazione si responsabilizzi penalmente la proprietà esportatrice, rimangono infatti non poche perplessità sulla indifferenziata soglia di euro 13.500 (forse troppo bassa) e in generale sul nuovo equilibrio “tra esigenza di tutela del patrimonio nazionale e ossigenazione del mercato nell’ottica di una vigile ma non impossibile circolazione”.

Chissà, forse sarebbe stato meglio innalzare solo la soglia temporale (da 50 a 70 anni) senza introdurre quella di valore così risibile, non in linea con l’Europa, che potrebbe avere l’effetto boomerang di favorire varie dichiarazioni di comodo sempre sotto i 13.500 euro.

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