. Arrivano 5,4 miliardi per le infrastrutture da Fondo di Coesione

Al Sud l'80% delle risorse, subito impegnabili. Due miliardi alle ferrovie, altrettanto alle strade. Un miliardo a metrò e TPL

Risorse immediatamente impegnabili, sulle quali Anas e Rete ferroviaria italiana (i principali beneficiari, con due miliardi circa ciascuno) , ma anche i Comuni e le Regioni, potranno subito pubblicare i bandi di gara per far partire i lavori.

È stata infatti pubblicata in Gazzetta Ufficiale, la numero 132 datata 9 giugno, la delibera CIPE numero 98/2017 approvata il 22 dicembre scorso dal governo Gentiloni. Le risorse sono del Fondo Sviluppo e coesione (FSC), il serbatoio nazionale di risorse per le aree svantaggiate (l'80% al Sud) che affianca i fondi strutturali europei; e la delibera è quella di approvazione dell'«Addendum» al Piano operativo Infrastrutture, la cui prima versione per 11,5 miliardi fu approvata dal CIPE nel dicembre 2016.

La delibera contiene il dettagliato dell’elenco delle opere realizzabili (vedi allegato)  a cui le risorse sono destinate, concordate dall'allora ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio con le Regioni, e con Anas e Rfi.

Alle strade vanno complessivamente 1.976 milioni di euro, di cui 1.717 per nuovi interventi o completamenti e 259 milioni per messa in sicurezza di strade esistenti. Alle ferrovie 2.026 milioni, quasi tutti al Sud. Poi 665,78 milioni per interventi per metropolitane, tranvie e reti metropolitane su ferro, 228 milioni ai porti, circa 60 milioni alla mobilità ciclabile, 455 milioni per l'acquisto di mezzi innovativi per il trasporto pubblico locale.

Nell'Addendum si punta al potenziamento della rete ferroviaria per il trasporto merci e passeggeri, con il progetto dell'"alta capacità" di rete che punta a connettere tutti principali centri urbani alla rete AV principale con ammodernamenti meno costosi della TAV To-Mi-Na, e linee a 200-250 km/h; per la rete stradale ci sono soprattutto manutenzioni straordinarie e completamenti; molti fondi vanno a metropolitane e rinnovo ecologico dei mezzi TPL; e infine la spinta alla mobilità ciclabile, dentro e fuori le città.

Per la rete stradale (1.717 milioni) ci sono decine di piccoli interventi tra cui spiccano un lotto della Telesina per 133 milioni, il retro-porto di Salerno (60), la Fortorina in Campania (50), il completamento del corridoio Potenza-A3-Lagonegrese (153 milioni, in gran parte messa in sicurezza, manutenzioni, completamento di itinerari), l'itinerario Palermo Agrigento e Licodia Eubea in Sicilia (177), il completamento della Sassari-Olbia e dell'Iglesiente in Sardegna (225), un tratto della Palermo-Agrigento-Ss 189 (187 mln).

Alle strade statali anche una lista di interventi di messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, per 259 milioni; molti si riferiscono alla rete stradale "da riclassificare", cioè che sta tornando all'Anas dopo specifiche intese con le Regioni, soprattutto del Nord.

Alle ferrovie 15 interventi per 2.011 milioni, tra i quali spiccano i fondi per proseguire i progetti della Napoli-Bari (215 milioni per il terzo lotto Frasso Telesino-Vitulano e 501 milioni per la Orsara-Bovino) e della Catania-Palermo (866 milioni di euro), e 100 milioni per la variante di Rosarno sulla Tirrenica Sud. Ma ci sono anche 10 milioni per la nuova linea Ferrandina-Matera. 20 milioni per la nuova stazione Foggia-Cervaro sulla Napoli-Bari, 90 milioni per la Caltagirone-Gela.

Per il trasporto metropolitano 655 milioni, e qui spiccano il completamento della Linea 6 di Napoli, 210 milioni per la tratta Mostra - Arsenale - deposito officina Arsenale- 1° fase; 100 milioni per la tratta Arechi - Pontecagnano-Aeroporto del metrò di Salerno, e poi 115 mln per la Circumetnea (Tratta Misterbianco - Belpasso), 49 milioni per la metro-tranvia di Cagliari.

Ai porti 228 milioni (spicca Bari con 90 milioni), e infine 455 milioni alle Regioni per l'acquisto di nuovi mezzi del traporto pubblico locale «con tecnologie innovative»: spiccano le risorse per Lazio (54,7 milioni), Campania (69), Puglia (86,6), Calabria (51,3), Sardegna (150 milioni).

Infine ci sono circa 60 milioni per ciclovie e mobilità ciclabile urbana, la maggior parte assegnate alle Regioni per specifici itinerari ciclabili da sviluppare.

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